Sicilia, Politica

Pd siciliano, ancora guerra delle tessere Il sindaco di Siracusa: stop al congresso

Un altro caso esplode a Trapani, dove il sindaco di Erice accusa: «A Santa Ninfa si è votato con molte anomalie». E slitta il congresso del suo Comune e del capoluogo

CATANIA. Catania, Trapani, Siracusa. La «guerra delle tessere» nel Pd siciliano si combatte su tre fronti. O almeno questi sono i più caldi.
In terra d’Etna, hanno già gettato la spugna accettando un commissariamento travestito da «triumvirato»: gestione affidata al coordinatore uscente Enzo Napoli e ai due aspiranti segretari provinciali, Jacopo Torrisi e Mauro Mangano, che forse «aspiranti» resteranno per sempre. A Siracusa, una «soluzione simil-catanese» viene invocata dal sindaco Giancarlo Garozzo: «Bastano soltanto i due candidati (Liddo Schiavo, renziano, e Carmen Castelluccio, area Bersani, ndr). Non c’è bisogno di un esterno». Garozzo, decisamente schierato con il collega fiorentino Matteo Renzi, esclama: «Visti i torti che abbiamo subito, non possiamo fare a meno di chiedere l’annullamento di tutti i congressi. A me, per primo, è stato negato il tesseramento perchè non sarei stato iscritto nel 2012. Eppure, sono tra i fondatori del partito». Garozzo punta il dito «contro i quattro deputati (Bruno Marziano, Pippo Zappulla, Marika Cirone Di Marco e Sofia Amoddio, ndr)» e cita l’ultimo «caso» scoppiato nel Siracusano: «A Priolo hanno appena comunicato che ogni decisione sui nuovi tesserati è rinviata a dopo il congresso, in programma il 30 ! Insomma, stanno negando diritto di elettorato attivo a tutti quelli che, grazie all’entusiasmo portato da Renzi, si stavano avvicinando adesso al Pd o stavano tornando dopo essersene allontanati in passato». Nel mirino del sindaco di Siracusa anche il presidente della Commissione provinciale Congressi Turi Raiti, «bersaniano», ex primo cittadino di Lentini. Garozzo non si sente «garantito». Impossibile ieri sera rintracciare Raiti per una replica.
Lavoro difficile, almeno nel Partito Democratico, quello del presidente di Commissione Congressi. A Trapani, Domenico Venuti deve parare l’attacco del sindaco di Erice, Giacomo Tranchida: «Proprio Venuti — afferma Tranchida, sostenitore di Mino Spezia contro Marco Campagna nella corsa alla segreteria provinciale — presiedeva ieri (domenica, ndr) il congresso di Santa Ninfa. E qui c’è stata una brutta vicenda, perchè una delle due componenti s’è presentata in ritardo e con l’elenco incompleto dei tesserati. Ma s’è votato. A me hanno spiegato che bisogna iscriversi nei circoli, eppure sembra che i deputati nazionali e regionali siano diventati detentori delle tessere. Una volta si usavano gli elenchi telefonici ...». Ribatte Domenico Venuti: «Il caso di Santa Ninfa è bruttissimo, però la colpa è degli amici di Tranchida che hanno abbandonato pretestuosamente la sala. Il loro candidato, Mino Spezia, è stato quindi danneggiato da questa decisione. Pretendevano che portassi con me i soldi delle tessere già sottoscritte, ma io non sono assicurato. Comunque, sono andati a prenderli a casa. Non potevo versarli in banca sabato, l’ho fatto in queste ore». Ancora in attesa di celebrazione, intanto, i congressi a Erice e Trapani: «Solo problemi organizzativi, si faranno il 31 e il 3», assicura Venuti. Ma Salvatore Daidone, presidente del coordinamento del circolo di Trapani, ammette: «Qualche problema c’è stato. Non mi va, però, di gettare benzina sul fuoco».

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