Sicilia, Cultura

Le fiabe siciliane di Pitrè pubblicate anche in italiano

PALERMO. Torna alla luce, dopo quasi un secolo e mezzo, la straordinaria raccolta di fiabe siciliane di Giuseppe Pitrè (il più importante raccoglitore di tradizioni popolari dell'Isola, vissuto a cavallo fra '800 e '900) nella prima traduzione integrale in italiano moderno. Si tratta della collezione di storie orali più ricca, e forse più bella, che l'Italia abbia mai avuto, come ebbe a dire Italo Calvino nel 1956 quando selezionando dai repertori di ogni regione italiana le 200 Fiabe a suo giudizio più significative, ben 40 le attinse proprio all'opera di Pitrè. Da Giufà a La volpe Giovannina, da Rosmarina a Cola Pesce: storie di fate e di giganti, di maghi e contadini, di sciocchi e furbi. Eppure questa raccolta è a tutt'oggi sconosciuta, perché Pitrè aveva scelto di trascrivere le fiabe nel dialetto siciliano ottocentesco in cui gli erano state raccontate rendendolo indecifrabili ai lettori italiani.

Grazie alla collaborazione tra Donzelli Editore e Fondazione Sicilia, che ha patrocinato il progetto editoriale, questa raccolta esce adesso in libreria in una doppia edizione, una più grande in 4 volumi con il testo siciliano a fronte dal titolo Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (cofanetto in 4 volumi, pp. 2875 - € 165,00); una più piccola dal titolo Il pozzo delle meraviglie. 300 fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (pp. 806 - € 30,00). Entrambe le opere si avvalgono della traduzione di Bianca Lazzaro e della cura di Jack Zipes, esperto di fama internazionale e autore di decine di studi e ricerche sulla fiaba. "Questo straordinario progetto editoriale rende la meritata dignità culturale a quelle meravigliose, ma al contempo semplicissime, storie popolari raccolte da Pitrè fra i borghi, i campi e le contrade di una Sicilia di oltre cento anni
fa", ha spiegato Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto. "Mi piace pensare che da oggi, tradotte in italiano, sgrovigliate dal dialetto ma non per questo impoverite, le magiche fiabe di Pitrè possano essere apprezzate da un pubblico assai più ampio di quello che fino ad oggi ha potuto assaporarle".

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