Sicilia, Politica

Formazione, ora si indaga sui subaffitti

Un dossier redatto dall’assessorato regionale denuncia alcune sigle storiche alle Procure di quattro città. Scrivono gli uffici: «Si ripropone lo schema di arricchimento illecito scoperto dai pm di Messina»

PALERMO. Vietati in quasi tutte le altre regioni, i subaffitti delle sedi dei corsi spopolano fra gli enti di formazione siciliani e sono un altro business su cui indagare. È l’ultimo capitolo del vasto dossier con cui l’assessorato guidato da Nelli Scilabra ha denunciato alcune sigle storiche alle Procure di Enna, Trapani, Catania e Messina. Circola tanto danaro in questo sistema di scatole cinesi che, secondo la Regione, spesso mette insieme gli stessi soggetti fra le cui mani passa lo stesso immobile a prezzi sempre maggiori che l’amministrazione pubblica poi dovrebbe rimborsare. Per questo motivo l’assessorato alla Formazione segnala alla Procura che si è rifiutata di riconoscere le spese per subaffitto della sede dell’Enaip Asaform di Trapani: «Si tratta di subaffitti fra diversi soggetti - si legge nel dossier - riconducibili alla medesima associazione. Si ripropone così lo stesso schema di arricchimento illecito scoperto dalla magistratura di Messina». 
Un caso analogo è stato riscontrato anche a Catania per la sede dell’Efal: 148 metri quadrati che si trovano all’interno dell’Opera pia Regina Elena passano alla cooperativa sociale Il Gabbiano dell’Isola e da questa all’ente. Nella stessa sede dichiara di trovare spazio pure uno sportello multifunzionale. La sede dovrebbe costare, secondo il contratto, 960 euro al mese ma poi l’Opera pia emette una fattura da 34 mila euro che la Regione non vuole convalidare. In più l’Efal assegnerà poi alla stessa coop Il Gabbiano un appalto di pulizia, contestato anche questo perché ritenuto costosissimo.
Da qui i maxi rimborsi chiesti dagli enti alla Regione. E il fatto che in passato il tentativo degli enti andasse a buon fine dimostra, secondo il dossier spedito alle Procure, «la sostanziale inefficienza delle ben quattro versioni del vademecum sul Fondo sociale europeo (il sistema che regola i controlli). Vietando il subaffitto, al pari di quanto fatto in tante regioni italiane, gli eclatanti fatti accaduti a Messina, dove si sono registrate locazioni di immobili a prezzi fuori mercato, non si sarebbero verificati». E proprio il fatto che in passato le spese venivano convalidate ha sollevato il problema delle verifiche fatte da personale dell’assessorato che si è scoperto avere interessi nel settore.
E ora, nel pieno delle inchieste che scuotono un settore da oltre 300 milioni all’anno, in assessorato l’ufficio controlli scotta. E così il dossier segnala «il disagio del personale che opera alla rendicontazione a causa dei potenziali rischi in cui può incorrere, anche per fatti legati a distrazione, fretta, carenza di adeguati supporti per accertare la congruità della spesa, insufficiente preparazione e complessità delle operazioni».

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