San Cataldo, vede la figlia un’ora la settimana e lui per protesta si incatena

SAN CATALDO. Una sola ora a settimana per poter vedere sua figlia. Una decisione, quella del Tribunale, che starebbe mettendo a dura prova la serenità di Gaetano Vaccaro un giovane disoccupato sancataldese che ieri, nella speranza di far sentire la propria voce, ha deciso di incatenarsi davanti agli uffici del consultorio di viale Regina Margherita. «Incontri protetti» si chiamano così questi rapporti settimanali che prevedono, per altro, la presenza, insieme a padre e figlia, anche di un’assistente sociale e di una psicologa. L’ordinanza del Tribunale è arrivata qualche anno fa dopo che marito e moglie si sono separati non riuscendo più a trovare un punto di incontro.


Ad avere la peggio però è stato lui che adesso può vedere la figlia solo per un’ora a settimana e da qui la decisione, non solo di incatenarsi ma anche di dichiarare lo sciopero della fame e della sete. «Si tratta di un’iniziativa autonoma del mio cliente – ha dichiarato l’avvocato Sergio Messina – al quale comunque non si può non esprimere tutta la solidarietà dal punto di vista umano. L’ordinanza del giudice stabiliva che il mio cliente potesse vedere la figlia per tre volte a settimana. Purtroppo però il provvedimento non è mai stato attuato visto che, a causa di problemi logistici degli stessi uffici, gli incontri sono stati limitati ad una sola ora a settimana.


Un’ordinanza che comunque ritengo troppo restrittiva visto che alla base di provvedimenti del genere devono esserci motivi seri e gravi che possono incidere sul rapporto. Lui tra l’altro è una persona che nutre grandissimo affetto per la figlia, è molto premuroso nei suoi confronti per cui mi sembra sinceramente una restrizione troppo pesante». Ri.Ci.

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