Tre gatti avvelenati in via Nicaragua a Gela: atrocità inspiegabili, qualcuno paghi

GELA. Crudeltà senza fine in via Nicaragua per tre poveri gattini. E’ ancora sconvolta la donna di 67 anni, Rosaria Ferro, residente in quella strada alle spalle dell’Hotel Sileno, che li ha trovati morti. “Avevano la schiuma alla bocca – racconta – credo che sia un gesto inqualificabile. Li hanno avvelenati”. La signora Ferro riferisce di avere segnalato telefonicamente il caso alle forze di polizia. Si è aperto balletto di competenze che, alla fine, si è risolto con un nulla di fatto. Il bilancio di tre gattini morti in tre giorni è quasi un'ecatombe. La signora Ferro si prendeva cura dei tre micetti da circa un anno e mezzo. “Non davano fastidio a nessuno – racconta quasi in lacrime – temo che qualcuno abbia fatto ingerire loro della sostanza contenente veleno”, magari camuffata in un boccone invitante.
"I gatti – dice - non ci sono più e io mi sento terribilmente in colpa per non essermi fatta trovare al momento della loro morte, non ero in casa, un gatto è nel recinto sotto casa mia, quasi come se fosse venuto a cercarmi per chiedermi conforto". Dei tre animali morti si è accorta la figlia. E la città che domani inaugura l’anagrafe canina, che dimostrando sensibilità nei confronti degli animali, continuano a verificarsi inspiegabili atrocità contro gli amici più fedeli dell’uomo, cani e gatti. "Possibile – si interroga la signora Ferro - che i questi casi non ci sia un referente al quale rivolgersi?”. MAS

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