Sicilia, precari senza stipendio da maggio La Bonafede: Roma sblocchi i fondi

I ventimila degli enti locali: è un sopruso, pronti a scendere in piazza per protesta

PALERMO. Minacciano di tornare in piazza a protestare, gli oltre ventimila precari degli enti locali siciliani. Le somme che la Regione stanzia in favore dei Comuni sarebbero bloccate per il rischio di sforare il patto di stabilità, ovvero i vincoli alla spesa imposti da Roma pena l'applicazione di pesanti sanzioni.
Così, spiegano i rappresentanti del Movimento giovani lavoratori, il sindacato più rappresentativo dei contrattisti, «tantissimi lavoratori interessati vedono negarsi la loro retribuzione, in alcuni casi dal mese di maggio».
Il sindacato, in un documento diffuso ieri, dice: «Riteniamo questo un sopruso a danno di centinaia di famiglie siciliane che, non avendo altre fonti di reddito e sostentamento sono messe a dura prova e in alcuni casi limiti si rischia di sfiorare la tragedia. Non comprendiamo questo assurdo comportamento stante che i mandati di pagamento relativi al periodo maggio-luglio 2013 sono tutti firmati e depositati presso il dipartimento Lavoro che attende, sentiti i dirigenti preposti, disposizioni in merito».
La segreteria Mgl Regione Autonomie Locali minaccia così forme di protesta a partire già da domani.
Dall'assessore all'Economia, Luca Bianchi, nessuna risposta sull'argomento mentre l'assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, conferma le preoccupazioni e si schiera con i lavoratori: «È un paradosso di cui abbiamo parlato col governo nazionale. Non è possibile includere la spesa sociale nel patto di stabilità. Abbiamo chiesto all'assessorato all'Economia una finestra più grande per consentire l'erogazione delle risorse ai Comuni che sono stati meno veloci nella richiesta dei fondi e adesso sono in attesa. Ho chiesto un tavolo tecnico all'assessore Bianchi che speriamo sia attivato la prossima settimana. Non si può bloccare la spesa per il personale».
Anche lo scorso anno i vincoli imposti dal patto di stabilità avevano mandato in tilt l'amministrazione regionale. Perché a fermarsi è tutta la spesa: «Basti pensare - prosegue Bonafede - che è tutto bloccato, comprese le risorse del fondo nazionale politiche sociali. Abbiamo accelerato la spesa ma adesso ci troviamo di fronte al paradosso che non possiamo erogare le risorse. A rischio c'è persino l'assistenza domiciliare integrata».
I sindacati nei giorni scorsi hanno incontrato anche l'assessore regionale alla Funzione pubblica, Patrizia Valenti, per fare il punto sull'iter legislativo in corso a Roma che porterà alla loro stabilizzazione.
«Temiamo che alcuni vincoli possano ostacolare questo processo - sostengono i sindacati - per questo abbiamo proposto due emendamenti per deroga al tourn-over e alla riserva del 50 per cento dei posti per consentire ai Comuni di avviare più facilmente le operazioni per le stabilizzazioni».

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