«Accogliamo il nostro fratello eritreo»: straziante sepoltura di un immigrato a San Cataldo

SAN CATALDO. «Qui riposa un nostro fratello migrante eritreo ignoto, deceduto nelle acque del Mediterraneo a poche miglia da Lampedusa il 3 ottobre 2013 in un viaggio di speranza verso una nuova vita, vittima innocente di atroci crudeltà. San Cataldo solidale l’accoglie». Con questa scritta resterà impressa nella memoria dei sancataldesi la giornata del 18 ottobre durante la quale, in un momento intenso e di grande commozione, si è data sepoltura a uno degli immigrati vittima del tragico naufragio al largo di Lampedusa dove hanno perso la vita oltre trecento persone. I funerali sono stati concelebrati ieri mattina dall’arciprete Biagio Biancheri e da don Paolo e don Michele della chiesa Ortodossa di Caltanissetta. Alla cerimonia, organizzata dall’assessore Giuseppe Anzalone, hanno preso parte tantissimi bimbi e ragazzi delle scuole che hanno portato con loro mazzi di fiori, le massime autorità civili e militari cittadine e una delegazione di eritrei arrivati da Pian del Lago. «Non di parole – ha detto, visibilmente accorato, durante la cerimonia l’assessore Anzalone – abbiamo bisogno ma di silenzio. Di quel silenzio eloquente che ha la forza e il suono di mille parole e di quelle mille richieste d’aiuto soffocate. Noi, oggi, quell’aiuto non lo possiamo dare più. Possiamo solo dare la più mesta delle accoglienze, il più triste degli asili, il più pietoso dei saluti».  

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