«Paga e annullo la denuncia»: un sottufficiale va alla sbarra a Caltanissetta

Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Soldi per annullare una denuncia. E a più riprese avrebbe preteso un bel po' di quattrini dal malcapitato. Questa l'accusa che ha trascinato alla sbarra per truffa aggravata un sottufficiale dei carabinieri, il maresciallo Vincenzo M. (difeso dagli avvocati Walter Tesauro ed Ernesto Brivido), che è già stato sospeso dal servizio. In più fasi avrebbe preteso da un operaio qualcosa come mille e settecento euro per annullare la denuncia che questi aveva presentato nei confronti del fratello.
Questo lo scenario contestato al sottufficiale che, peraltro, è già finito al centro di altre indagini. Una a Reggio Emilia per truffa e ricettazione e una seconda a Parma, risalente ad oltre sette anni fa, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Ma questa che adesso gli viene contestata al cospetto del giudice Marco Sabella è tutt'altra storia. Iniziata tre anni e mezzo fa quando un operaio Giuseppe M. (assistito dall'avvocato Salvatore Daniele), ora parte offesa, s'è recato in caserma per ritirare una denuncia che in precedenza aveva presentato nei confronti del fratello. L'ARTICOLO COMPLETO SULL'EDIZIONE CARTACEA DEL GIORNALE DI SICILIA.

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