Crocetta agli alleati: «Di nuovi assessori si parli solo dopo le Europee»

PALERMO. «Rimpasto è una parola che non mi piace. Sono disponibile invece a una verifica dell’operato degli assessori da fare dopo le Europee, in primavera. Nel frattempo il Pd svolgerà tranquillamente il congresso e l’attuale giunta può completare le iniziative avviate»: Rosario Crocetta anticipa l’appello che venerdì 25 pronuncerà all’Ars per ricompattare la maggioranza. Non ci saranno aperture all’opposizione ma da giorni il presidente, con la mediazione dell’Udc, lavora a un riavvicinamento col Pd.

IL PRESIDENTE DELL’ARS, GIOVANNI ARDIZZONE, HA DETTO CHE IL 25 LEI RIFERIRÀ SULLA CRISI DI GOVERNO. COSA DIRÀ?
«Porterò il bilancio delle cose fatte dal mio governo. Il Parlamento faccia un confronto col passato, e poi valuti se questa non è una giunta di cambiamento. Stiamo facendo pulizia».

NEI GIORNI SCORSI, NEL PIENO DELLA CRISI CHE HA PORTATO IL PD AL RITIRO DEL SOSTEGNO, LEI AVEVA LASCIATO INTENDERE CHE AVREBBE FATTO UN’APERTURA ALLE OPPOSIZIONI PER UN PERCORSO COMUNE SULLE RIFORME. FINIRÀ COSÌ?
«Mi sembra che la tensione col Pd si stia allentando. E io spero ancora che la maggioranza che ha vinto le elezioni si ricompatti prima della seduta d’aula del 25. Sarebbe inconcepibile se non avvenisse».

RESTA DA SCIOGLIERE I NODI DEL RIMPASTO INVOCATO DAL PD.
«È una parola che non mi piace. Ma mi sembra interessante la proposta dell’Udc di fare una verifica dopo le Europee. Anche il Pd credo che oggi non sia del tutto pronto, nel frattempo farà il congresso e io spero che ne esca con organismi nuovi e con una ritrovata unità. E il governo in questi mesi può portare avanti le riforme indispensabili per la Sicilia».

PROPONE UN ACCORDO DI PROGRAMMA AGLI ALLEATI?
«Io dico che bisogna approvare la legge sulla città metropolitane perchè ci permette di intercettare una valanga di milioni da Bruxelles e Roma. Poi occorre la riforma che introduce il silenzio-assenso generalizzato alla Regione e bisogna portare avanti la nuova programmazione dei fondi europei insieme a iniziative a sostegno dei consumi, come ci chiede Confindustria. E vorrei ricordare che le inchieste che si stanno sviluppando permettono alla Regione di risparmiare fondi improduttivi, penso agli sprechi nella formazione, che possono essere dirottati a imprese e poveri».

NON TEME LA MOZIONE DI SFIDUCIA CHE I GRILLINI E MUSUMECI STANNO PER PRESENTARE?
«Non mi fa paura ma è un atto immotivato che farebbe passare un messaggio destabilizzante. Se questo governo cade, a chi la raccontiamo la storia che la Sicilia è diventata una regione affidabile. Vorrei ricordare che neppure a Cuffaro è stata mai fatta una sfiducia. La verità è che questo governo è al centro di uno scontro mai visto prima. Contro di noi c’è la più forte opposizione della storia. Musumeci e Cancelleri sono stati i miei sfidanti alle elezioni e hanno perso. Ora vogliono mandare a casa il presidente eletto dal popolo, forse perchè non accettano l’esito democratico delle urne. Ma così si va tutti a casa e si danneggiano quanti, come i precari, attendono che l’Ars faccia leggi per sviluppo e lavoro. Credo che bisognerà anche portare all’Ars una legge per gestire la fase di transizione della formazione professionale prima della riforma più ampia: bisogna pensare al personale che sta perdendo il posto per colpa degli enti che siamo stati costretti a tagliare dopo le inchieste giudiziarie. Per tutti questi motivi mi attendo un’assunzione di responsabilità da parte della maggioranza e del Parlamento».

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