Sicilia, Politica

Meno tasse sul lavoro, sanità senza tagli

Incentivi per chi assume a tempo indeterminato, salta l’aumento delle imposte sulle rendite finanziarie. Bloccato l’incremento dell’Iva per le coop sociali. Finanziata la cassa integrazione in deroga

PALERMO. Non ci saranno tagli alla Sanità, mentre arriveranno in tre anni cinque miliardi e 600 milioni di minori tasse per le imprese e cinque miliardi per i lavoratori, ovvero l'annunciato taglio del cosiddetto cuneo fiscale. A metà del Consiglio dei ministri di ieri sera, il premier Enrico Letta, scende in sala stampa a palazzo Chigi, per smentire le anticipazioni che si erano diffuse sulla legge di Stabilità che il Cdm ha approvato nella notte, e dare cifre e prime norme certe.
Le coperture. Smentiti i tagli alla Sanità, le risorse per il cuneo fiscale e per gli altri interventi arriveranno soprattutto riduzioni di spesa pubblica. Nel dettaglio, 3,5 miliardi di tagli alla spesa dello Stato e 1 miliardo a quella delle Regioni; 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari e revisione del trattamento delle perdite di banche; un miliardo e 900 milioni da vari interventi fiscali: 500 milioni dalla revisione degli sconti fiscali e 900 milioni dall'aumento del bollo sulle attività finanziarie.
Il cuneo fiscale. Arriverà una «riduzione di tasse per le imprese di 5,6 miliardi con una curva crescente nell'arco del triennio», mentre per i lavoratori «ci sarà una riduzione delle tasse di 5 miliardi di euro». Per ciò che riguarda il 2014, la manovra prevede sgravi fiscali per 3,7 miliardi, e di questi 2,5 miliardi sono per il cuneo fiscale: 1,5 miliardi per detrazioni lavoro su fasce medio basse, 400 milioni per l'Irap sulla quota lavoro, un miliardo per ridurre i contributi alle imprese. La detrazione fiscale per i lavoratori dipendenti dovrebbe essere di 1.600 euro, a scendere fino a cancellare tutto attorno ai 55.000 euro di reddito. Sull'Irap, invece, arriverebbero deduzioni per i nuovi assunti, fino un massimo di 15.000 euro a dipendente.
Incentivi lavoro. Tra gi interventi per le imprese e i lavoratori «c'è anche - ha detto il premier - un incentivo per il passaggio dai contratti a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato».
Cooperative sociali. È stato bloccato l'aumento dell'Iva per le cooperative sociali.
Rendite finanziarie. Salta l'annunciato incremento dell'imposta dal 20% al 22% sulle rendite finanziarie. Rincara però il bollo sulle comunicazioni sui prodotti finanziari, dal quale si incasseranno 900 milioni.
Ammortizzatori sociali. Gli ammortizzatori in deroga saranno rifinanziati per il 2014 per un importo di 600 milioni, mentre il fondo per la social card è incrementato di 250 milioni di euro per il 2014. La carta acquisti non sarà più riservata solo ai cittadini italiani ma anche agli stranieri in regola con il permesso di soggiorno e ai cittadini comunitari. Previsto anche il rifinanziamento del fondo per le politiche sociali, del fondo per la non autosufficienza, del 5 per mille.
Politica industriale. Nasce una «cabina di regia sulle politiche industriali», in coordinamento con le parti sociali.
Stretta sulle pensioni. Secondo quanto previsto dalla bozza, le pensioni sopra i 3.000 euro mensili non saranno adeguate al costo della vita nel 2014. Inoltre per quelle sopra i 100.000 euro annui ci sarà un contributo per «concorrere al mantenimento dell'equilibrio del sistema pensionistico». Sarebbe del 5% per la parte eccedente i 100 mila euro fino 150 mila, del 10% oltre i 150 mila e del 15% oltre i 200 mila.
Statali. Nella bozza previsto il blocco dei contratti nel pubblico impiego relativo al triennio 2010-2012 viene esteso fino al 31 dicembre 2014. Per i dipendenti pubblici arriva poi il taglio del 10% della spesa degli straordinari.
Comuni e Regioni. Arriva per i Comuni l'esclusione del patto di stabilità interno «al fine di consentire agli enti locali nel 2014 e 2015 i pagamenti in conto capitale». Si tratta di un miliardo nel 2014 e uno sul 2015. Un altro miliardo andrà ai Comuni per potere praticare esenzioni sulla nuova imposta sulla casa. Regioni e enti locali non potranno più ricorrere ai derivati. Tagli per un miliardo, invece, sulle Regioni.
Piccole imprese. Rifinanziamento di 1,6 miliardi per il fondo di garanzia per le piccole imprese.
Editoria. Previsto un fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria con dotazione di 50 milioni per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016.
Election day. Si voterà in un solo giorno (non in due come adesso) con un risparmio per 100 milioni.
Missioni di pace. Il relativo fondo sarebbe incrementato di 900 milioni per il 2014.
Trise. La nuova Service Tax sulla casa, dal 2014 si chiamerà Trise e assorbirà Imu, Tares e Tarsu. La pagheranno, in forma ridotta, anche gli inquilini. La quota sui servizi indivisibili (Tasi) vale l'1 per mille. A questa si aggiunge la Tari, la quota che si paga sui rifiuti.
Ecobonus. Arriva un miliardo di sconti fiscali per le ristrutturazioni edilizie e l'eco bonus.
Privatizzazioni. «Entro fine anno - ha annunciato Letta - il governo metterà in campo una serie di privatizzazioni che porteranno la riduzione del debito pubblico per il 2014, 2015, 2016».
Dismissioni. Dalle dismissioni nel 2014 arriveranno 3,2 miliardi. In particolare 200 milioni dal riallineamento del valore delle partecipazioni; 500 milioni dalla vendita di immobili (in tre anni 1,5 miliardi); 2,2 miliardi dalla revisione del trattamento di perdite di banche, assicurazioni e altri intermediari e 300 milioni da misure per la rivalutazione dei beni delle imprese.

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