Mercoledì, 13 Dicembre 2017

Look coi simboli religiosi Tendenza anche in Sicilia

A introdurre gli ex voto nelle passerelle fu Riccardo Tisci nel 2008 a Parigi. Tra gli esempi più recenti pure la sposa presentata da Christian Lacroix
Sicilia, Moda e Bellezza, Tempo libero

PALERMO. Gli ex voto da indossare, sono una soluzione stilistica, sospesa tra il sacro ed il profano, che affascina designer di lungo corso e nuove promesse anche siciliane, attratti dal fascino di mescolare, senza l’intento di scandalizzare, un bene di lusso e di consumo con il simbolo concreto del rapporto tra l’uomo e la divinità nella sua massima condizione di fede e devozione. A trarre ispirazione dall'iconografia religiosa sono numerosi artisti nella storia dell'arte, dello spettacolo e della moda. Senza limitarsi all’esempio più blasfemo della cantante Luis Veronica Ciccone, in arte Madonna, con i suoi abiti in stile «Like a prayer», tra crocifissi e reggiseni di pizzo in vista, e ed altre successive derive trash, una versione preziosa ed elegante dell’uso del patrimonio votivo della religione cristiana è presente in grandi firme.
Le cronache di moda attribuiscono l’introduzione degli ex voto in passerella a Riccardo Tisci che nel 2008 fece sfilare a Parigi per la collezione di Givenchy, un abito corto nero, con maniche a sbuffo, molto castigato con cucito, al centro del petto, un ex voto a forma di cuore in argento, abbinato a calzari di cuoio neri, alti e con punta aperta. Più recentemente, nella haute couture 2009-2010, la sposa presentata da Christian Lacroix appare come una vera e propria Madonna, ornata di corone crocifissi, rose e spine, una statua vivente in bianco, raso e oro. E, Dolce & Gabbana, con la loro innata sicilianità, nelle ultime collezioni hanno portato «madonne, incoronate di rose e oro miniato». Ed è proprio la rosa, tradizionale omaggio a Santa Rosalia a contraddistinguere lo stile dell’ultima collezione di Vincent Billeci. Venticinquenne, nato a Palermo ma che lavora tra Milano e Isola delle Femmine, è laureato all’Accademia di Belle Arti in progettazione della moda e ha ampliato la sua formazione all’istituto europeo di design, IED Moda lab, di Milano. Dal 2011 realizza piccole collezioni personali e ognuna è caratterizzata da una minuziosa ricerca delle tradizioni religiose popolari dell’Isola, che attraversa l'artigianato storico del luogo, mediante collaborazioni con argentieri e pellettieri della città. Ha presentato in esclusiva per Vogue, nella sezione «new talents», la collezione fall/winter 2013-2014 che ricorda l’atmosfera delle feste religiose, l’effetto candy che circonda le città del sud, con le luminarie e gli odori stucchevoli di caramello delle bancarelle. I pezzi principali sono le clutch con gli ex voto dedicati a Santa Rosalia, nella Rosalie-bag, col dettaglio della rosa in argento, un riferimento al carro trionfale, e con la mucca sempre in argento, ex voto di origini bucoliche, nella Silver Cow bag. Gli abiti invece oscillano tra l’ipertecnologico, con la sperimentazione di materiali, tessuti ragnatela, fitti e zuccherosi, organze scintillanti, mussole, satin e nappa, finestre di pvc trasparente su serie longuette, fino allo stile «suora» con tubini neri castigati, con tanto di fascia bianca a contrasto, «turbati» però da aperture che corrono per l’intera lunghezza del busto.

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