Look coi simboli religiosi Tendenza anche in Sicilia

A introdurre gli ex voto nelle passerelle fu Riccardo Tisci nel 2008 a Parigi. Tra gli esempi più recenti pure la sposa presentata da Christian Lacroix

PALERMO. Gli ex voto da indossare, sono una soluzione stilistica, sospesa tra il sacro ed il profano, che affascina designer di lungo corso e nuove promesse anche siciliane, attratti dal fascino di mescolare, senza l’intento di scandalizzare, un bene di lusso e di consumo con il simbolo concreto del rapporto tra l’uomo e la divinità nella sua massima condizione di fede e devozione. A trarre ispirazione dall'iconografia religiosa sono numerosi artisti nella storia dell'arte, dello spettacolo e della moda. Senza limitarsi all’esempio più blasfemo della cantante Luis Veronica Ciccone, in arte Madonna, con i suoi abiti in stile «Like a prayer», tra crocifissi e reggiseni di pizzo in vista, e ed altre successive derive trash, una versione preziosa ed elegante dell’uso del patrimonio votivo della religione cristiana è presente in grandi firme.
Le cronache di moda attribuiscono l’introduzione degli ex voto in passerella a Riccardo Tisci che nel 2008 fece sfilare a Parigi per la collezione di Givenchy, un abito corto nero, con maniche a sbuffo, molto castigato con cucito, al centro del petto, un ex voto a forma di cuore in argento, abbinato a calzari di cuoio neri, alti e con punta aperta. Più recentemente, nella haute couture 2009-2010, la sposa presentata da Christian Lacroix appare come una vera e propria Madonna, ornata di corone crocifissi, rose e spine, una statua vivente in bianco, raso e oro. E, Dolce & Gabbana, con la loro innata sicilianità, nelle ultime collezioni hanno portato «madonne, incoronate di rose e oro miniato». Ed è proprio la rosa, tradizionale omaggio a Santa Rosalia a contraddistinguere lo stile dell’ultima collezione di Vincent Billeci. Venticinquenne, nato a Palermo ma che lavora tra Milano e Isola delle Femmine, è laureato all’Accademia di Belle Arti in progettazione della moda e ha ampliato la sua formazione all’istituto europeo di design, IED Moda lab, di Milano. Dal 2011 realizza piccole collezioni personali e ognuna è caratterizzata da una minuziosa ricerca delle tradizioni religiose popolari dell’Isola, che attraversa l'artigianato storico del luogo, mediante collaborazioni con argentieri e pellettieri della città. Ha presentato in esclusiva per Vogue, nella sezione «new talents», la collezione fall/winter 2013-2014 che ricorda l’atmosfera delle feste religiose, l’effetto candy che circonda le città del sud, con le luminarie e gli odori stucchevoli di caramello delle bancarelle. I pezzi principali sono le clutch con gli ex voto dedicati a Santa Rosalia, nella Rosalie-bag, col dettaglio della rosa in argento, un riferimento al carro trionfale, e con la mucca sempre in argento, ex voto di origini bucoliche, nella Silver Cow bag. Gli abiti invece oscillano tra l’ipertecnologico, con la sperimentazione di materiali, tessuti ragnatela, fitti e zuccherosi, organze scintillanti, mussole, satin e nappa, finestre di pvc trasparente su serie longuette, fino allo stile «suora» con tubini neri castigati, con tanto di fascia bianca a contrasto, «turbati» però da aperture che corrono per l’intera lunghezza del busto.

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