Regione, ddl semplificazione: "Il burocrate che sbaglia adesso pagherà di tasca propria"

PALERMO. Il burocrate che non risponde alle istanze di autorizzazione pagherà di tasca propria. E non sarà più la Regione a farsi carico delle inadempienze della macchina amministrativa in sede di richiesta di autorizzazioni e permessi. È una delle norme contenute del disegno di legge sulla semplificazione al quale sta lavorando la giunta guidata da Rosario Crocetta. Nello specifico si tratta del cosiddetto silenzio-assenso. «Ci lavoriamo da tempo, come si può capire ci sono parecchie resistenze», dice il governatore, incontrando la stampa, a Palazzo d'Orleans. «Per la prima volta si introducono norme sulla responsabilità della burocrazia», spiega Crocetta. Al testo sta lavorando l'assessore regionale alle Autonomie locali, Patrizia Valenti. Il governatore focalizza la sua attenzione sul silenzio-assenso che al momento scatta in caso di mancata risposta a una istanza da parte della pubblica amministrazione. «Ed è qui che sta il vero business, qui si annida la corruzione», sostiene Crocetta. Nella norma del ddl, che introduce nuovi aspetti rispetto alla legge nazionale e a quella dell'ex assessore Chinnici, il silenzio-assesnso non sarà più automatico, ma dovrà essere richiamato da chi propone l'istanza, sia pubblico sia privato. «Dopo 30 giorni di silenzio - spiega Crocetta - entro ulteriori 15 giorni, il soggetto richiedente dovrà comunicare al responsabile del procedimento l'avvio della fase del silenzio-assenso. In questo modo l'amministrazione sarà chiamata a dare una risposta, positiva o negativa. Comunque, la dovrà dare; in caso contrario la responsabilità sarà in capo al burocrate responsabile del procedimento che pagherà di tasca propria eventuali danni».

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