Villa Sofia-Cervello, a Palermo medici in piazza per la terapia del dolore

Il personale sanitario dell'azienda ospedaliera sarà in via Principe di Belmonte per informare gli utenti nell'ambito della giornata internazionale “Cento città contro il dolore”

PALERMO. L’Azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello” aderisce alla terza edizione di “Cento città contro il   dolore”, la giornata internazionale, organizzata dalla Fondazione ISAL, per informare i cittadini sulle terapie disponibili   contro il dolore, i centri specialistici presenti sul territorio e diffondere il diritto alla cura sancito dalla legge 38/2010   e raccogliere fondi per la ricerca scientifica. L’iniziativa si svolgerà domani, sabato 12 ottobre 2013 in via Principe di   Belmonte, a Palermo, dove medici e personale dell’Hub e degli Spoke del reparto di Anestesia-Rianimazione e Terapia   del Dolore del P.O Villa Sofia (centro regionale di riferimento) spiegheranno ai cittadini come e dove sia possibile   curarsi e divulgheranno il numero verde gratuito della Fondazione ISAL, a cui è possibile rivolgersi per avere consigli   e aiuto. Per permettere a tutti di sapere cosa fare in caso di dolore e aiutare le istituzioni nel promuovere buone pratiche   sanitarie, verrà anche distribuita la guida “La cassetta del pronto soccorso del dolore”, elaborata dal gruppo di esperti di   Change Pain (iniziativa internazionale promossa da Grunenthal).   Anche quest’anno verrà chiesto di compilare un questionario, i cui risultati verranno presentati al ministero della Salute.   “Che sia causato da mal di schiena, mal di testa o da patologie del sistema nervoso, che abbia origine oncologica   o traumatica – dice Maria Lucia, direttore UO Anestesia rianimazione Terapia del dolore dell’Azienda ospedaliera   “ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” - si stima che il dolore colpisca circa 12 milioni di italiani (il 20% della   popolazione nazionale) con conseguenze su qualità della vita, lavoro, costi sociali e sanitari: sarebbero oltre un miliardo   le ore lavorative perse proprio a causa del dolore, con una spesa di circa due miliardi di euro per prestazioni e farmaci,   spesso inappropriati”.  “Troppe persone sopportano inutilmente il dolore senza rivolgersi a specialisti oppure – continua -, per disperazione,   fanno ‘shopping sanitario’, assumendo farmaci che possono peggiorare la situazione. È in questa ‘malpractice’ che il   dolore può cronicizzarsi e diventare vera e propria malattia. Ma il dolore, di qualsiasi natura sia, non va sopportato, va   trattato”.  Aderendo all’iniziativa ‘Cento città contro il dolore’ “vogliamo dire basta all’indifferenza – precisa - da una parte   informando chi soffre, dall’altra chiedendo a istituzioni e classe medica di rendere finalmente concreta la legge 38 su   tutto il territorio nazionale in modo che non siano più ammissibili discriminazioni sull’accesso ai farmaci, in particolare   oppioidi e cannabinoidi”.  “E’ necessario incoraggiare costantemente iniziative di formazione e informazione – conclude la dott.ssa Lucia -,   affinché si affermi con sempre maggiore forza e diffusione il concetto, ispiratore della legge 38, dell’importanza di   affrontare il dolore non solo come sintomo e di curarlo come malattia”.  La Giornata internazionale “Cento città contro il dolore” è organizzata sotto l’Alto Patronato della Presidenza della   Repubblica, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Salute, Ministero degli   Affari Esteri, Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari   regionali), con il contributo incondizionato di Grunenthal e con il sostegno di Carta BCC, Life Episteme Italia e   DiSulmona.

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