Sicilia, Politica

Crocetta: "Sfiducia? La crisi è nel Pd"

PALERMO. «Non ho problemi a presentarmi in Parlamento per parlare della crisi. Ma questa non è una crisi parlamentare. È una crisi del Pd. Credevo che il problema fosse superato, anche con un comunicato congiunto. Se poi Lupo concorda un comunicato e ne fa dieci diversi. Certo, se gli attacchi continueranno, non potrò non presentarmi in aula, per capire se una maggioranza c'è oppure no». Così il governatore Rosario Crocetta ai cronisti in conferenza stampa, a Palazzo d'Orleans, assieme a buona parte della sua giunta. «Capisco i cinquestelle e Musumeci che mi vogliono sfiduciare, ma il mio partito? Vogliono sfiduciarmi? Il Parlamento può presentare la mozione, io non mi metterò a piangere, non sono legato alla poltrona». Continua Crocetta: «Larghe intese? Cracolici ha fatto le strette intese. Fui io ad andare da lui per dirgli di staccare la spina a Lombardo quando l'ex presidente ricevette il rinvio a giudizio. E Cracolici mi rispose: “che ne sarà di noi che abbiamo seguito questa linea”», ricorda il governatore Rosario Crocetta ai cronisti riferendosi alla posizione di una parte del Pd che durante la scorsa legislatura decise di sostenere il governo Lombardo dopo il ribaltone, mentre il Pdl passava all'opposizione.
 «Comunque - ha aggiunto Crocetta - non ho voglia di fare polemiche».
Duro il commento del governatore sulle continue critiche giunte dal Pd al suo governo: «Da mesi sto facendo il bersaglio di tutti, mi sono stancato. Nel mio partito ci sono dirigenti stalinisti che mi vogliono processare perchè ho una idea. Io col Pd non ho problemi. Cosa c’è che non va in me? Preferivano Cuffaro e Lombardo? Lo dicano, qualcuno in effetti lo sussurra che a quei tempi pensava di contare di più». Un vero e proprio sfogo quello di Rosario Crocetta  quando i cronisti gli hanno chiesto se la presenza degli assessori del Pd (Luca Bianchi, Mariella Lo Bello, Nino Bartolotta e Nelli Scilabra) in conferenza stampa avesse un significato politico.  «Rispondo io, voglio togliere gli assessori dall'imbarazzo», ha risposto secco Crocetta, alzando il tono della voce.
«Non voglio più rispondere a questi attacchi, io e i miei assessori - ha aggiunto - vogliamo solo governare. E non piangeremo se il mio partito ha deciso di essere all'opposizione di se stesso. Ho aderito al gruppo parlamentare all'Ars, come mi era stato richiesto e che fanno? Chiedono lo scioglimento del gruppo del Megafono, ma in quel gruppo non c'è alcun iscritto al Pd: questa è una visione stalinista. Si è riaperto il dialogo, ho incontrato Baldo Gucciardi e Giuseppe Lupo e Lupo che fa? Concordiamo un comunicato stampa e un minuto dopo rilascia dichiarazioni contro di me. Basta».   
 «Mi si dica cosa mi si rimprovera - ha proseguito Crocetta - Quali sono gli errori dell'assessore Bianchi? Avere chiuso l'ultimo bilancio risparmiando 2 miliardi di euro senza far perdere un solo posto di lavoro? Sono colpevole di avere licenziato 35 imprese in odore di mafia? Di avere rivoluzionato la formazione professionale? Sono gli assessori a non piacere o è il presidente che non piace? Parlino chiaro».

«Non è questo il Pd che immagino - ha incalzato Crocetta - Questo partito sarà veramente democratico quando smetterà di pensare che le istituzioni vanno occupate, ma che si governa per il popolo».

CRACOLICI: "CROCETTA VIDE LOMBARDO PER APPOGGIO". «Evidentemente Rosario Crocetta non ha buona memoria e dimentica che lui, con Raffaele Lombardo, si è incontrato a Roma nell'abitazione privata dell'allora senatore Giovanni Pistorio, per chiedere il sostegno alla sua corsa alla presidenza della Regione ancora prima che il Pd assumesse l'orientamento di candidarlo. Ed è utile sottolineare che questo incontro è avvenuto dopo che il Pd, e il sottoscritto come primo firmatario, aveva presentato la sfiducia a Lombardo a seguito del rinvio a giudizio, senza aspettare i consigli di Crocetta che è stato tra i sostenitori di quella esperienza». Così il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici replica al governatore, sul suo blog. «D'altronde Crocetta aveva già buone frequentazioni con Lombardo che era il suo padrone di casa a Bruxelles - aggiunge - Per il resto, ricordo ancora una volta che non è stato Cracolici, ma il Partito Democratico nella sua maggioranza e nei suoi organismi dirigenti, a sostenere il governo tecnico di Lombardo. E non si trattò certo di 'larghe intesè ma di un'operazione politica che ha permesso di liberare la Sicilia dalla destra più forte d'Italia, e ha consentito a personalità come Crocetta di divenire presidente della Regione. Ma se c'è una virtù che Crocetta fino ad oggi ha dimostrato di avere, è proprio quella della irriconoscenza».

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