Parcheggio, monta la querelle «Il terreno vale 60 mila euro»

SERRADIFALCO. Il terreno tra le vie papa Giovanni e onorevole Volpe, dove sorgono monumento e parcheggio pubblico, vale ancora poco più di 42 mila euro. Come già quantificato nel 2009. E non 300 milioni di lire. Come chiesto nell'ottobre del 2001 dalla ditta proprietaria dell'area, la "Alaimo E. & C. s.a.s.". Ad affermarlo, in una relazione, il responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Cui il sindaco Giuseppe Maria Dacquì aveva affidato l'incarico, dopo che, nello scorso mese di giugno l'assessore Francesco Valenti aveva posto alcuni quesiti e chiesto risposte e pareri.


Le diverse valutazioni sul prezzo, infatti, sono state al centro anche di scontri politici nelle varie consiliature che si sono succedute negli ultimi undici anni successivi all'esproprio nel 20202. Oltre che di lunghissime battaglie giudiziarie tra gli ex proprietari e il comune davanti al Tar. Concluse con due sentenze.


In seguito alla prima, emessa nel 2009, l'utilizzo dell'area è divenuta "illegittima". La seconda, invece, nello scorso mese di febbraio, ha annullato la deliberazione con la quale nel luglio 2009 il consiglio comunale aveva deciso di acquisire l'area al patrimonio indisponibile. La sentenza del Tar, poi, poneva al comune due possibilità. O restituire alla società il terreno occupato, così come si trovava al momento del'esproprio.


O, in alternativa, "a procedere all'acquisizione dei terreni tramite un valido titolo di acquisto". Motivo per cui, nella stessa relazione, l'ufficio tecnico, tenendo conto di indennizzi e interessi, fa lievitare il prezzo dell'esproprio a meno di 70 mila euro. Dei quali, poco meno di 17 mila sono già depositati nella "Cassa depositi e prestiti", più di 39 mila sono già fra i residui passivi del bilancio comunale.


La restante parte, invece, dovrebbe costituire debito fuori bilancio. Pur se il Tar per addivenire alla scelta aveva assegnato sessanta giorni. Trascorsi i quali al comune si è insediato un commissario ad acta, come previsto nella sentenza dell'organo di giustizia amministrava.


Nella sua relazione, il responsabile dell'ufficio tecnico affronta anche altri aspetti legati sempre all'argomento. E afferma, tra l'altro, che i parcheggi previsti erano originariamente, nel 1969, due. In altrettante zone. Diverse da quella nel quale sorge adesso. E che quando, nel 1988, la ditta "Alaimo E. & C. s.a.s" acquistò quest'ultimo terreno, l'area sarebbe stata "già gravata della destinazione urbanistica a parcheggio pubblico", approvato sette anni prima.

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