«Imu per le case di valore», si riapre lo scontro fra Pd e Pdl

Il testo della proposta prevede di fare pagare i proprietari di abitazioni con rendita oltre i 750 euro, e di destinare l’introito ai Comuni

ROMA. A pochi giorni dalla fine della crisi di governo, si riapre lo scontro tra Pd e Pdl sull’Imu sulla prima casa. I democratici hanno infatti presentato, in commissione alla Camera, un emendamento al decreto che cancella la prima rata dell’imposta 2013, con il quale tornerebbero a pagare tutti coloro che hanno abitazioni con un valore catastale superiore ai 750 euro. Anche Scelta Civica ne ha presentati due. Prima escluso dai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, Francesco Boccia (Pd) e Daniele Capezzone (Pdl), per ragioni tecniche, l’emendamento pd è stato modificato e riammesso, anche se Boccia e Capezzone hanno invitato il Pd a ritirarlo per non creare problemi al governo ed anche alla contabilità dei Comuni. In ogni caso, il Pdl ha fatto muro contro ogni tentativo di reintrodurre, anche parzialmente, l’imposta. E in serata, Maino Marchi, capogruppo democratico in commissione Bilancio e primo firmatario della proposta, ha detto che «se il governo darà risposte soddisfacenti» su alcuni temi come l’Iva e la Cassa integrazione, il Pd potrebbe «procedere al ritiro» o alla riformulazione dell'emendamento.
Il testo della proposta prevedeva di fare pagare la prima rata Imu alle case con rendita oltre i 750 euro e di utilizzare il previsto introito, circa un miliardo e 200 milioni, per riabbassare l'aliquota Iva dal 22 al 21% e per aggiungere 400 milioni alla Cassa integrazione in deroga e 50 al Fondo affitti. Quest’ultima parte, dopo che l’emendamento era stato escluso per «estraneità alla materia», è stata soppressa, ed il testo a quel punto è stato riammesso e, se non sarà ritirato, verrà esaminato da oggi, insieme agli altri 130 presentati. A pagare di nuovo l’Imu, secondo i firmatari, sarebbero stati comunque non più del 10% degli italiani, quelli con le case di maggior pregio, anche se in realtà, nella città più grandi, le rendite catastali oltre i 750 euro riguardano anche abitazioni medie, mentre il decreto in ogni caso già continuava a fare pagare le case accatastate lusso, le ville accatastate A/8, i castelli e i palazzi storici.
Un appello a ritirare tutti gli emendamenti sull'Imu ieri è stato lanciato da Boccia, che ha sottolineato che «le case di lusso l'Imu la pagano già». Capezzone ha affermato che «se il Pd non ritira l'emendamento sulla soglia dei 750 euro, compie un atto di autolesionismo politico. E’ un emendamento punitivo verso una quota rilevantissima di contribuenti, inoltre il Pd verrebbe meno a un impegno politico del governo e si determinerebbe un problema rispetto ai trasferimenti già avvenuti agli enti locali». Per il Pdl, anche il capogruppo al Senato, Renato Schifani, ha avvertito: «Le modalità per l'abolizione dell'Imu si possono migliorare, ma è escluso che questo possa accadere in Parlamento con maggioranze trasversali che non siano la maggioranza politica che sostiene il governo».
 

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