Sicilia, Tempo libero

L’arredamento cambia volto Protagonisti pietra lavica e marmi

Tradizione ma anche tante contaminazioni moderne tra le proposte di design per l’arredamento che i siciliani propongono in giro per il mondo

PALERMO. C’è la tradizione ma anche tante contaminazioni moderne tra le proposte di design per la casa che la Sicilia ha presentato alle due massime vetrine italiane del settore, Cersaie di Bologna, la fiera della ceramica e dell'arredo bagno, che si è conclusa lo scorso 27 settembre e Made Expo che ha chiuso i battenti ieri a Milano.
Sono tante le novità presentate: ci sono i mattoni di pietra immersi in una resina ad effetto plexiglass con glitter, un classico rurale attualizzato dalla ditta Randazzo, con graniglie di vetro e resina (aggloglass), e ancora un tavolo con sgabelli che richiama una parure di gioielli e una linea di mobili ispirati alla genetica e al Dna.
Sono venticinque le aziende che si sono confrontate con i mercati internazionali grazie ad una “mission” finanziata dall’assessorato Attività produttive della Regione siciliana. Prime fra tutte le undici imprese, specializzate nella produzione di lavabi, piatti doccia, vasche, rivestimenti e pavimentazioni, sono le pietre di Sicilia, tutte le tipologie di marmo e, in particolare, la pietra lavica che va per la maggiore nei gusti degli stranieri in cerca di prodotti dell’Isola. Tra i marchi del settore Pika, Artesole e Terre Mediterranee e i lavelli monumentali di Patrizia Rifici.
«La pietra lavica - spiega Sergio Grasso, dell’azienda omonima di Acireale - non è più utilizzata solo per le pavimentazioni da esterno ma, sempre più spesso, per salotti in stile contemporaneo, in contrasto con pareti di cristallo e finiture d’acciaio e, addirittura, per gli arredi navali».
Tra le richieste ci sono anche i marmi, i graniti, le onici e i compositi. La ceramica si conferma come importante attrattiva nelle fiere di settore, non solo come vendita ma anche come manutenzione. «Questi appuntamenti – spiega il palermitano Antonio Maurizio Scianna, laureato all’Accademia di belle arti, che dal 1999 produce ceramiche – sono per noi l’occasione di occuparci di pavimentazioni storiche anche al di fuori della Sicilia. Collaboriamo già con le sovrintendenze ai Beni culturali d’Italia, ma il desiderio è di restaurare le maioliche russe calpestate dagli Zar».
Tra i maestri ceramisti anche i fratelli Antonio e Giuseppe Bevilacqua, di Campofranco, in provincia di Caltanissetta, autodidatti che si ispirano alla tradizione con l’aggiunta di un tocco contemporaneo, che arredano locali glamour, da Taormina a Brera, il quartiere degli artisti milanesi e, ancora, le maioliche artistiche di Giorgio Alemanna, ex ragazzo di bottega di Caltagirone.
A completare l’offerta siciliana a Bologna il cotto prodotto a Valdina in provincia di Messina, dall’azienda La Fauci, nei colori rosso e paglierino, e gli specchi ecologici, senza rame e piombo, di Mistretta a Palermo.

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