Dipendenti regionali, assenze in calo

I dati dell’assessorato al personale indicano un’inversione di tendenza. Valenti: ora più controlli. Diminuiscono i giorni di stop per malattia: nei tre mesi estivi sono stati 1.544 in meno rispetto al 2012

PALERMO. L'ultima ventata di salute a Palazzo d'Orleans l'aveva portata l'assessore Ilarda. Correva l'anno 2008 e in pompa magna il magistrato chiamato da Lombardo a occuparsi del personale, annunciava che le assenze, a luglio, erano state mille in meno rispetto al mese precedente. Poi una continua escalation, un aumento dopo l'altro delle assenze per malattia che aveva alimentato luoghi comuni e i soliti sospetti sui 17 mila regionali. Cinque anni dopo è il governo Crocetta a incassare un nuovo risultato positivo nella lotta contro i fannulloni: la scorsa estate, nei mesi di giugno, luglio e agosto, l'amministrazione ha registrato 39.979 assenze per malattia tra i dipendenti, ben 1.544 in meno rispetto allo stesso periodo nel 2012 quando furono 41.523. A rendere più attendibile il dato c'è anche il rapporto tra il numero di dipendenti sui quali è effettuato il monitoraggio e le assenze.
Se nel 2012, in media ogni dipendente si è assentato quasi una volta al mese, nel 2013 si è passati a poco più di 0,9 assenze. Poca roba, si dirà, ma a guardare il trend degli ultimi anni questa piccola inversione di tendenza risulta più unica che rara. Basta estendere l'analisi anche al periodo primaverile. Nel 2012, tra aprile e agosto, si erano registrate 69.376 assenze. Nel 2013 sono state 72 mila con un aumento di 2.626 giornate. Insomma, l'ennesimo aumento delle assenze che lasciava presagire numeri drammatici in estate. Ma nei mesi più caldi dell'anno è arrivata invece una drastica inversione di marcia che ha regalato i primi dati virtuosi dopo anni di polemiche. Addirittura ad agosto il rapporto tra dipendenti e numero di assenze è sceso a quota 0,8, raggiunta l'ultima volta nel 2011.
A dire il vero, già alla fine del 2010 si era registrata una diminuzione delle assenze, ma ciò era avvenuto dopo l'ennesimo boom causato, quella volta, della diminuzione delle ore di reperibilità per la visita fiscale, scese da 11 a 4. La maggiore elasticità nei controlli aveva fatto registrare dati negativi in tutta Italia e aveva costretto il governo nazionale, col ministero Brunetta in testa, e poi quello regionale, con l'assessore Caterina Chinnici, a correre ai ripari annunciando in Sicilia una stretta sulle visite fiscali. E in effetti le assenze erano tornato a scendere. Diverso il caso del 2008, quando l'ex assessore Giovanni Ilarda aveva avviato una campagna contro i fannulloni, sulla scia della battaglia intrapresa dal ministro Brunetta, che lo aveva portato ad annunciare a luglio come le assenze fossero state 1.014 in meno rispetto al precedente mese di giugno e ben 2532 in meno rispetto al mese di maggio.
L'estate appena trascorsa ha segnato quindi la nuova tendenza. L'assessore Patrizia Valenti non rivela di aver intrapreso particolari espedienti per combattere l'assenteismo. Fatto sta, che lo scorso mese di maggio, quando l'estate era alle porte, sia la Valenti sia Crocetta, in seguito all'ennesima polemica sull'aumento delle assenze dei regionali, avevano annunciato l'intenzione di voler «intensificare i controlli per le assenze dovute a malattia, lavorando con l'Asp per riuscire ad avere le visite fiscali a costo zero per la Regione. Questo grazie all'utilizzo di medici del servizio sanitario, appositamente dedicati a tale scopo. Ciò comporterà - avevano scritto - un consistente risparmio di spesa per il settore pubblico e sopratutto un notevole snellimento delle procedure amministrative». Al termine dell'estate, l'amministrazione ha registrato che a calare sono state pure le assenze per malattie superiori a dieci giorni: se nel 2012 erano state 872, nel 2012 si sono fermate a 752. In aumento invece le assenze per i permessi dovuti alla legge 104, per accudire familiari infermi. Nel 2012 erano state 12.594 mentre quest'anno, sempre nel periodo giugno-agosto, sono salite a 13.248.

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