Saccomanni scrive a Bianchi: avanti con le riforme per tagliare le spese

Forestali, precari dei Comuni, trasporto pubblico: dal ministro dell’Economia l’ok al piano della giunta. L’assessore regionale: premiata la nostra azione, ma c’è il rischio che la crisi politica vanifichi tutto

PALERMO. Tre riforme e una finanziaria da varare a termine entro fine anno per portare avanti «il piano di contenimento della spesa»: è quello che il ministro della Finanze, Fabrizio Saccomanni, ha chiesto formalmente al governo regionale con una lettera indirizzata all’assessore all’Economia Luca Bianchi. Una sola pagina con cui il ministro esprime «apprezzamento per l’obiettivo del governo regionale di proporre una serie di norme di settore che consentano un equilibrio virtuoso della finanza pubblica regionale». La lettera è arrivata un paio di settimane fa ed è il segnale della sintonia che Roma e Palermo hanno provato a tenere in vita anche nei giorni in cui lo scontro fra Pd e Crocetta avviava la crisi di governo. Saccomanni in realtà risponde a Bianchi che alla vigilia dell’estate aveva preannunciato le mosse che il governo regionale vuole mettere in atto in autunno per proseguire in un cammino che fino a ora ha scacciato i fantasmi del default col sostegno del governo nazionale.


«La prima riforma da varare - ha spiegato ieri l’assessore all’Economia - è quella sull’impiego dei forestali. Dobbiamo fare in modo che stabilmente questi operai vengano utilizzati in altre attività oltre che nei boschi. Penso alla sistemazione delle aree verdi negli ospedali, nei Comuni e nelle zone di proprietà del Consorzio autostrade. In questo modo eviteremo che altri enti facciano bandi per selezionare personale esterno». L’obiettivo del governo è riscrivere la legge regionale sui forestali e permettere che lavorino in settori per cui sia previsto il pagamento da parte di altri enti o l’utilizzo dei fondi europei. In questo modo la Regione alleggerirebbe una voce di bilancio che vale oggi circa 300 milioni all’anno e serve a mantenere 26 mila forestali. La seconda riforma riguarda i circa 20 mila precari dei Comuni: «In questo caso però l’obiettivo passa da un accordo col governo nazionale che stiamo perseguendo» ha precisato Bianchi. La Regione punta a una stabilizzazione che passi eventualmente da una revisione dei contratti e una riduzione delle ore di impiego e del relativo costo (circa 300 milioni). Infine, c’è da sistemare il trasporto pubblico locale: per i bus privati la Regione spende 178 milioni all’anno a cui vanno aggiunti i 29 destinati all’Ast (partecipata dalla stessa Regione). E per i collegamenti marittimi si investono ogni anno altri 90 milioni circa. «Insieme all’assessore alle Infrastrutture - precisa Bianchi - stiamo monitorando i contratti in vigore per avviare un confronto col ministero. Se venissero considerati a Roma troppo onerosi e ci fossero invece margini di economicità raggiungibili, allora questi contratti si potrebbero rivedere». Bianchi collega a tutto ciò il varo di una Finanziaria «senza esercizio provvisorio» che conterrà altri 600 milioni circa di tagli. Un piano che ha ricevuto il formale apprezzamento del ministro delle Finanze: «Auspico che il riordino proposto - scrive Saccomanni - venga effettuato in tempo utile per consentire il prospettato riassorbimento del disavanzo strutturale della Regione nell’arco di un triennio». Ma su questa road map è arrivata la crisi di governo e proprio temendo che lo scontro fra Pd e Crocetta possa impedire il varo all’Ars delle riforme concordate, Bianchi ha rimesso il mandato nelle mani di Crocetta: «Il tema del proseguimento nel percorso di risanamento dei conti è quello che ho posto dimettendomi. In questo momento non ci sono le condizioni per andare avanti e se la situazione resta tale, restano anche le mie dimissioni» ha concluso l’assessore.

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