Rod Stewart si racconta: ecco la mia vita rock

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«Per buona parte delviaggio è stato un volo dotato di tutte le comodità. Una voltaogni tanto, però, l’aereo si è imbattuto in un’oca. Ma me lasono sempre cavata e sono qui a raccontarla»: leggerezza eironia non mancano di certo a Rod Stewart che riassume così lasua vita in un’autobiografia pubblicata da Mondadori. Rodspiazza il lettore fin dalla prima pagina: «Senza ombra didubbio sono stato un errore. Una palese svista del repartopianificazione familiare», esordisce.La musica lo rapisce dopo diversi lavori, dal becchino algiocatore di calcio professionista. Figlio di un idraulicoscozzese, Rod si chiede subito come mai Bob ed Elise Stewart, 42e 39 anni, già genitori di quattro bimbi da sfamare, abbianodeciso di «sfornare un altro figlio», oltretutto nel bel mezzodella Seconda Guerra Mondiale. Eppure il suo arrivo vieneaccolto con grande entusiasmo, nonostante avvenga in una Londrasotto le bombe.Stewart ricorda quando da piccolo chiese dieci sterline alfratello per comprarsi una chitarra acustica, una Zenith. Ma siprocura un’armonica a bocca e un supporto da attaccarsi al colloper «fare Dylan in tutto e per tutto». Siamo nel 1962 e ilgiovane Rod si fa crescere i capelli, all’epoca un vero eproprio atto di ribellione.
«Per buona parte delviaggio è stato un volo dotato di tutte le comodità. Una voltaogni tanto, però, l’aereo si è imbattuto in un’oca. Ma me lasono sempre cavata e sono qui a raccontarla»: leggerezza eironia non mancano di certo a Rod Stewart che riassume così lasua vita in un’autobiografia pubblicata da Mondadori. Rodspiazza il lettore fin dalla prima pagina: «Senza ombra didubbio sono stato un errore. Una palese svista del repartopianificazione familiare», esordisce.La musica lo rapisce dopo diversi lavori, dal becchino algiocatore di calcio professionista. Figlio di un idraulicoscozzese, Rod si chiede subito come mai Bob ed Elise Stewart, 42e 39 anni, già genitori di quattro bimbi da sfamare, abbianodeciso di «sfornare un altro figlio», oltretutto nel bel mezzodella Seconda Guerra Mondiale. Eppure il suo arrivo vieneaccolto con grande entusiasmo, nonostante avvenga in una Londrasotto le bombe.Stewart ricorda quando da piccolo chiese dieci sterline alfratello per comprarsi una chitarra acustica, una Zenith. Ma siprocura un’armonica a bocca e un supporto da attaccarsi al colloper «fare Dylan in tutto e per tutto». Siamo nel 1962 e ilgiovane Rod si fa crescere i capelli, all’epoca un vero eproprio atto di ribellione.