Tagli agli stipendi, nuovo stop all’Ars

Salta ancora la seduta della commissione. Il presidente Ardizzone riunisce i tecnici e lunedì incontra Crocetta

PALERMO. Semaforo giallo per il taglio degli stipendi ai deputati di Palazzo dei Normanni. Slitta, ancora, l'approvazione del disegno di legge per il recepimento del decreto Monti, tra i mugugni del movimento 5 stelle e il richiamo al rispetto dei tempi da parte del presidente Giovanni Ardizzone.   La riunione della speciale commissione "spending review" dell'Ars, convocata per ieri mattina, è stata rinviata, infatti, a nuova data: il 2 ottobre. Si sarebbe dovuta occupare, in apertura, dell'elezione del presidente, sostituendo Antonello Cracolici del Pd, dimissionario, già in polemica per l'azione frenante di alcuni deputati, che finora hanno approvato sette articoli su dieci, inceppandosi sulla questione degli emolumenti. E, poi, avrebbe dovuto sciogliere proprio il nodo più difficile dell'intero pacchetto: decurtare le indennità, come già fatto dalle altre regioni, da 20.000 a 11.000 euro lordi. Una drastica dieta. I membri della commissione sono stati informati, per mail dal vicepresidente Mimmo Turano dell'Udc, che la riunione sarebbe slittata di qualche giorno. Sul piede di guerra i grillini: «Cronaca di una morte annunciata - ha commentato Francesco Cappello - per un ddl che in realtà richiederebbe cinque minuti di tempo».  Si è svolta, invece, ieri mattina, la riunione, presieduta da Ardizzone, del gruppo di lavoro tecnico, sempre sull'attuazione del decreto Monti per la riduzione dei costi della politica, comprese le indennità della discordia. All'incontro operativo hanno partecipato il segretario generale dell'Ars, Giovanni Tomasello, il capo di gabinetto del presidente, Sebastiano Di Bella, il vicesegretario generale, Salvatore Di Gregorio, il direttore della ragioneria, Domenico Cuccia, e il costituzionalista dell'Università di Palermo, Giuseppe Verde.  Al termine dei lavori, il presidente dell'Assemblea ha deciso di convocare per lunedì prossimo, alle 17, la conferenza dei capigruppo. Al primo punto dell'ordine del giorno, ci sarà proprio quest'argomento "caldo" e dovrebbe intervenire anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, come da accordo preliminare, per definire pure l'agenda dei lavori parlamentari, inserendo il ddl, appena approvato dalla giunta, sulle variazioni di bilancio per il 2013.  Per il taglio degli stipendi, Ardizzone ha ribadito la sua intenzione, già preannunciata da tempo, di procedere con rigore sulla strada tracciata: entro il 18 ottobre, con o senza il passaggio in commissione. Sarebbe pronto, infatti, ad adottare la formula del decreto, provvedendo d'autorità, per via amministrativa, con un atto del Consiglio di presidenza.

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