Cantieri lavoro, bandi in scadenza ma solo 20 comuni presentano i progetti

Gli impieghi di una durata massima di tre mesi riguarderanno ad esempio la manutenzione del verde pubblico, l’assistenza al welfare e le riparazioni

PALERMO. A poco più di settantadue ore dalla scadenza del bando sui regionale cantieri lavoro, destinato ai Comuni che vorranno presentare progetti di impiego di disoccupati e inoccupati, soltanto in venti si sono fatti avanti. Nonostante il termine ultimo sia fissato per la mezzanotte di lunedì, fino al pomeriggio di ieri appena venti amministrazioni avevano presentato i propri piani di lavoro all’assessorato alla Famiglia. Per la maggior parte, si tratta di piccoli centri, come Custonaci, ma, tra i presenti, figurano anche le città di Trapani e Catania. A spiegarlo, ai microfoni della trasmissione radiofonica Ditelo a Rgs, è stato l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, durante la puntata di ieri mattina: «Venti è il numero dei comuni che, fino ad ora, hanno presentato i progetti alla Regione – ha detto l’assessore – e tra i grandi assenti spicca sicuramente Palermo». I cantieri lavoro offriranno un posto a ventimila disoccupati, per un periodo massimo di tre mesi, con una retribuzione minima di 600 euro al mese, incrementata poi in base al reddito e al numero di componenti familiari del lavoratore.
Dalla data d’uscita del bando, lo scorso 22 agosto, i progetti ricevuti dall’assessorato riguardano lavori correlati alla manutenzione del verde pubblico, assistenza al welfare che non richieda competenze particolarmente specifiche, o riparazioni. «Sono quasi certa – ha aggiunto poi la Bonafede – che il grosso dei progetti verrà presentato dai comuni nei prossimi giorni. È presto per fornire un dato preciso. Come in passato, a inizio settimana prossima, ci sarà una vera e propria inondazione. Innanzitutto, perché questi piani di lavoro arrivano via posta, e quindi potrebbero essere rallentati. E poi perché, di solito, viene usato tutto il tempo a disposizione. È già capitato, anni fa, che i bandi usciti tre mesi prima ricevessero il grosso delle adesioni (e si parla di 650 progetti arrivati in una sola giornata, ndr.) a qualche ora dalla loro scadenza».
Alla mezzanotte di lunedì 23 settembre, qualunque sia il numero dei progetti arrivati agli uffici della Regione, il bando scadrà, e la commissione – composta da dirigenti dell’assessorato del lavoro, tra cui Laura Abbate, Assunta Silvia Martinico e Leonardo Verdina – si riunirà per approvare o bocciare le proposte dei comuni. «Non verrà valutato il singolo progetto, in base concorrenziale – ha specificato l’assessore Bonafede – perché non bisogna decretarne la maggiore validità, quanto l’adesione ai requisiti richiesti. La commissione sarà unicamente valutativa: tutti i progetti arrivati in tempo, potenzialmente, sono validi. Basta attenersi alle regole rese note attraverso il bando». Per agevolare il Comune di Palermo, che a settantadue ore dalla scadenza del bando spicca tra gli assenti, l’assessore Bonafede rivela che «si era ipotizzato, come già accaduto in passato, di fare un accordo con l’Inps». L’ente ha gestito per conto del Comune gli sviluppi della vicenda Gesip, e potrebbe dare una mano anche in questo caso. «Tutto, però, dipende da loro – conclude la Bonafede – . Devono dimostrare di essere celeri. Se fare intervenire l’Inps dovesse rallentare i tempi, l’accordo con l’ente è escluso a priori».

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