Caltanissetta, vendita di mobili con... raggiro Negoziante chiamato a giudizio

CALTANISSETTA. Con un palmo di naso avrebbe lasciato trenta e forse più clienti. Che hanno sborsato quattrini per mobili che poi non hanno mai più ricevuto.


E qualcuno per avere quel mobilio ha dovuto pagare due volte. Già prima al commerciante che, però, li avrebbe lasciati a mani vuote e poi alla società produttrice, questa volta con esito positivo.


Questo lo scenario complessivo che la procura ha contestato a un commerciante, il quarantatreenne Danilo Di Cataldo, chiamato a rispondere di truffa e insolvenza fraudolenta. Imputazioni scattate in più filoni d’indagine poi confluiti in un unico calderone.
E’ stato tirato in ballo nelle veste di amministratore unico di una società attorno al cui ruotavano «Classico Arredi», la «Cucina Più» e la «Divanissimo Centro Divani». Globalmente sarebbero una trentina le persone lese, ma cinque hanno chiesto di costituirsi parte civile in dibattimento (assistiti dagli avvocati Maria Francesca Assennato, Carmelo Calà, Piero Carà, Maria Stella Calabrese e Calogero Vinci). Il danno complessivo toccherebbe il tetto dei novantamila euro.


Tutti i clienti finiti nella spirale di quello che la procura ha ritenuto un grande imbroglio, hanno poi asserito «di essere stati indotti a sottoscrivere un contratto con una società finanziaria su esplicito suggerimento dell’esercente…ne prospettava diversi vantaggi a partire da condizioni d’interessi zero».


Tra i compratori v’era pure chi era disposto a pagare con denaro contante, ma sarebbe stato dissuaso dal venditore. E alla fine, per i malcapitati acquirenti, niente interessi ma niente mobilia. Vi.F.

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