Il biologico piace sempre di più La Sicilia prima per coltivazioni

Sono 193.352 gli ettari con quasi 8 mila produttori. I dati emersi a un tavolo tecnico tra l'assessore all'Agricoltura Dario Cartabellotta e gli imprenditori

La Sicilia è la prima regione per terreni utilizzati con coltivazioni biologiche. È quanto è emerso dall'ultimo tavolo tecnico tra l'assessore regionale all'Agricoltura Dario Cartabellotta e gli imprenditori del settore. A oggi ci sono 193.352 ettari con un totale di 7.918 operatori impegnati nel settore del biologico. Si tratta del 14% circa della superficie agricola coltivata regionale e del 3,6% delle aziende siciliane.
Dal 2012 al 2011 il numero dei produttori è aumentato del 6%. In Sicilia la parte del leone la fanno le colture foraggere, con una estensione di 37 mila ettari coltivati. Seguono a ruota le coltivazioni estensive come quelle cerealicole per un totale di 35.900 ettari. Tra le colture biologiche che più caratterizzano la nostra regione c'è quella dell'ulivo, con una estensione di 18 mila ettari, e nel 2012 si è anche registrato un aumento della superficie coltivata con uliveti 15%.
Anche le coltivazioni di uve biologiche sono importanti nella nostra regione: la vite 16 mila ettari e ha registrato un aumento della coltivazione del 4%. Il simbolo della Sicilia biologica però rimangono gli agrumi, con 12 mila ettari, che fanno registrare un aumento delle coltivazioni del 14%. Purtroppo la nostra regione non ha ancora un gran numero di terreni coltivati con ortaggi e frutta. Solo 3.500 ettari sono sfruttate per gli ortaggi e 2.500 ettari con la frutta.
Nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, si trova l'azienda agricola Jalari della famiglia Pietrini: «Vendiamo agrumi biologici direttamente al cliente anche a domicilio tramite internet. Altri nostri grandi interlocutori sono i Gas (Gruppi d'acquisto solidale). Vendiamo soprattutto nel centro e nel nord Italia. La mia arancia si vende con la foglia senza conservanti con qualità organolettiche eccezionali», spiega Salvatore Pietrini.
L'azienda Arco Bio, diretta da Angela Acoria, si estende per 70 ettari nella piana di Catania. Il 70% dei prodotti coltivati sono agrumi. Ma da quest'anno l'azienda si è voluta innovare e sono stati inseriti anche ulivi e coltivazioni di frutta biologica. «In particolare abbiamo scelto di coltivare nettarine, albicocche e pesche tabacchiera - spiega Acoria - tra breve lanceremo la produzione di oli aromatizzati. Vendiamo prettamente nel Triveneto e all'estero: Svizzera, Francia, Germania Danimarca».
Giovanni Augello gestisce un’razienda biologica a Partanna. Qui si coltivano frutta, ortaggi, olive da mensa e olio. Ma Augello ha deciso di vendere i suoi prodotti solo ai siciliani perché «noi cerchiamo di far assaggiare i nostri prodotti nel mercato convenzionale con l'etichetta bio. Di solito la risposta è buona, perché i nostri prodotti hanno un sapore migliore. Quest'anno abbiamo fatto una prova con le angurie bio e non abbiamo buttato via nulla. La gente assaggiava e tornava a cercare il nostro prodotto. Nelle nostre campagne non ci sono industrie, né piogge acide e la nostra riserva idrica è protetta. I prodotti industriali non avranno mai la qualità dei nostri prodotti protetti»

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