Sicilia, Politica

Napolitano: «Crisi del Governo è un grave rischio»

ROMA. Il rullo di tamburi del Pdl che minaccia il conto alla rovescia per dare il via ad una crisi di governo riceve l'altola' di Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato si limita a segnalare le gravissime conseguenze che una crisi di governo comporterebbe per il Paese ed avverte così il Pdl.
E tanto basta. Dal Colle non ci c'è alcuna strategia da seguire, nè contromisure da adottare nel caso sciagurato in cui la minaccia di crisi dovesse divenire realtà. "Napolitano non sta studiando o meditando il da farsi'' fa sapere il Quirinale ricordano che il Capo dello Stato ha "già messo in massima evidenza che l'insorgere di una crisi precipiterebbe il Paese in gravissimi rischi". Per questo il Capo dello Stato "conserva fiducia nelle ripetute dichiarazioni di Berlusconi in base alle quali il governo continua ad avere il sostegno della forza da lui guidata''.
Sembra solo l'assaggio della potenza di fuoco che il Quirinale è disposto ad utilizzare nel caso in cui davvero il Cavaliere volesse arrivare al count down. Se davvero Berlusconi avesse pronto nel cassetto il messaggio Tv con cui rivolgersi agli italiani per 'spiegare' il suo gesto, e cosi' sembrerebbe, ora è avvertito. Non c'è neppure bisogno di smentire le indiscrezioni che parlano di un messaggio del Capo dello Stato alla Nazione, a reti unificate. Berlusconi è avvisato. E Il cav sa bene che, in questa situazione, il Colle non acconsentirà mai ad andare al voto in fretta e furia. Oltretutto senza avere riformato la legge elettorale. E' stata la sua condizione, la sua 'promessa' quando ha accettato di proseguire il suo mandato.
Ora si aspetta che anche L'ex premier mantenga la parola data sul suo sostegno al governo Letta. Un gesto di rottura, insomma, comporterebbe come unico risultato quello di danneggiare il Paese visto che la prospettiva di un reincarico a Letta appare sempre più alla portata dopo l'immissione dei nuovi senatori a vita. E anche nel caso in cui un Letta Bis non dovesse avere i numeri resta sempre la strada di un governo di scopo, si ragiona in ambienti parlamentari, che anche i Cinque Stelle potrebbero trovare interesse a sostenere. Senza contare che sempre dal M5S arriva uno spiraglio ad acconsentire la modifica del Porcellum prima di andare al voto. In ogni caso, i numeri che ci sono al Senato autorizzano a piu' di qualcuno la scommessa su un 'Letta-due'.
Con la nuova 'iniezione' di senatori a vita il plenum a palazzo Madama conta ora 321 senatori, la maggioranza è a quota 161. Mettendo insieme i voti favorevoli ad un nuovo governo si arriverebbe a quota 154 che si potrebbe raggiungere sommando i 108 voti del Pd, i 20 di Sc, gli 11 del Misto (Sel ed esuli grillini) più Carlo Azeglio Ciampi; i 10 del raggruppamento delle Autonomie e i 4 nuovi senatori a vita. Per raggiungere la maggioranza ne mancano sette.
Voti che potrebbero essere trovati - si azzarda tra i senatori di palazzo Madama - nel gruppo Grandi autonomie e Libertà (Gal) che ha 10 senatori di cui circa la metà vengono considerati favorevoli ad un reincarico. Qualche numero potrebbe arrivare anche dal Pdl, e' convinto piu' di un parlamentare. Un sostegno potrebbe arrivare, si scommette sempre al senato - anche dal M5S dove sta uscendo allo scoperto un gruppo di senatori 'dialoganti'. La strada è stata aperta da Luis Alberto Orellana ma non sarebbero lontani dalla sua posizione altri compagni di partito.

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