Sicilia, Politica

Crocetta: elimino gli enti di formazione

Il presidente: «Corsi gestiti da un’agenzia regionale unica». Previsto un taglio del 40% delle spese nel settore. Una sola graduatoria dei docenti e lezioni nelle scuole: «incarichi annuali, come ai professori»

PALERMO. «Non possiamo permetterci tutti questi enti. Quello che è successo è davvero troppo, adesso devono scomparire. E la formazione professionale dovrà costare almeno il 40% in meno, solo i lavoratori non perderanno niente anche se cambierà il loro impiego»: Rosario Crocetta interrompe le vacanze e al telefono detta la linea per un riforma dei corsi che oggi costano quasi 300 milioni e impiegano circa 10 mila lavoratori. Il caso della Ial, ente espulso dal sistema della formazione pubblica per non aver pagato i lavoratori malgrado un finanziamento regionale, ha fatto esplodere la polveriera.
E Crocetta parte proprio dall’ente in passato di proprietà della Cisl e oggi vicino alla corrente ex margheritina del Pd: «Hanno fatto sparire 20 milioni. Fino a quando non chiariranno come li hanno spesi con lo Ial non possiamo più avere a che fare. E comunque i dossier su questo ente sono già stati chiesti dalla Procura, secondo me ci sono gli estremi per parlare di reato». Lo Ial ha contestato questa versione e fa sapere di avere un accordo con i sindacati che avrebbe permesso di pagare gli stipendi entro fine anno: «Ma se hanno i soldi, perchè devono aspettare quattro mesi?» è la replica, gelida, di Crocetta.
Come l’assessorato guidato da Nelli Scilabra ha allargato ad altri 42 enti l’indagine, anche Crocetta amplia il campo dell’intervento del governo: «In passato siamo sempre stati fermati quando abbiamo provato a fare la riforma della formazione. Ora invece andremo avanti e presenteremo il provvedimento all’interno di una grande legge sullo sviluppo che anticiperà la Finanziaria». E la filosofia di fondo del piano di Crocetta è che «questa formazione non ha più ragione di esistere. Altri enti sono nella stessa condizione dello Ial. E allora il primo passo sarà chiuderli e separare nettamente il destino dei lavoratori da quello degli enti».
Crocetta precisa che «manterremo gli impegni presi per finanziare i corsi quest’anno. Ma poi daremo vita a un nuovo sistema. Non ci saranno più gli enti a gestire i corsi. Ci sarà una regia regionale, penso a un’agenzia che si occuperà di programmare i corsi e di gestire il personale». E qui sta la vera novità del piano di Crocetta: «Questa agenzia farà una graduatoria di tutti i docenti della formazione che poi verranno chiamati al lavoro come accade per i docenti della scuola, ogni volta che si libera una cattedra. Si lavorerà dove c’è posto e con incarichi annuali e questi elenchi potranno essere aggiornati di continuo dando spazio anche ai neolaureati». E visto che gli enti non ci saranno, e così le loro sedi storiche, «i corsi li faremo nei locali delle scuole». Crocetta immagina di dar vita a nuovi corsi «su energie alternative, turismo e agricoltura. Corsi che costeranno il 40% in meno e saranno collegati al mondo delle imprese di settore».
Fin qui il piano per il futuro. Ma Crocetta non nasconde che dalla formazione sta nascendo anche il suo ennesimo braccio di ferro col Pd: «Sulla formazione il Pd non ha una posizione chiara. La prossima settimana incontrerò i vertici del partito. Mi hanno chiesto il rimpasto e io ho risposto che attendo da loro una valutazione sugli assessori del Pd. Ricordo che sono in quota Pd Bianchi, Lo Bello, Bartolotta e Scilabra e perfino la nomina della Borsellino è stata concordata con il Pd. Mi dicano quali assessori vorrebbero sostituire ma sappiano che non ne avranno di più. Anche perchè ci sono anche gli altri alleati...».
Sul fronte dell’indagine amministrativa sugli enti della formazione, ieri si è appreso che almeno due dei 43 finiti sotto esami per dubbi sulla gestione dei fondi sarebbero invece in regola: è il caso del Centro Studi Ibleo e del Logos di Comiso che dopo uno scambio di documenti con la Regione - secondo quanto riferito ieri dai titolari degli enti - hanno chiarito di essere in regola con i pagamenti ai lavoratori.

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