Se la «rivoluzione» nasce da un chicco

Con il grano di Tumminia prepara persino le croste dei cannoli e da un po’ di tempo a questa parte porta avanti quella che lei stessa ha ribattezzato la «rivoluzione in un chicco».
Bonetta Dell’Oglio, chef di fama internazionale, sempre in giro per il mondo, non smette neppure per un secondo di ripetere che «la libertà di ognuno di essere contadino di se stesso va difesa a tutti i costi. Da millenni – dice – la natura ha prodotto i suoi frutti sempre nel pieno rispetto dell’uomo, in un totale equilibrio di salute e digeribilità. Da tempo – continua Bonetta Dell’Oglio – mi batto affinché le leggi assurde della Comunità Europea non tocchino la cultura storica, millenaria e benefica, della coltivazione dei cereali in Sicilia e nel resto d’Europa».
Ed ecco, dunque, dove sta la sua rivoluzione in un chicco. «Ovunque vado – sottolinea – presento sempre, in maniera anche un po’ provocatoria, paste fatte a mano con i grani duri antichi e prodotti che sfruttano le migliori cultivar siciliane. Tento di dimostrare che con ottime e semplici materie prime, si possono ottenere piatti strepitosi».
Non solo croste di cannoli a base di grani duri antichi, nel ricettario di Bonetta Dell’Oglio, ma anche il cous cous di Tumminia e un tortino di Bidì con ortaggi di stagione.
Proprio di questo piatto lo chef ci ha svelato la ricetta, che prevede l’utilizzo di 500 grammi di grano duro Bidì per sei persone.
«Bisogna utilizzare il grano esattamente come fosse riso e quindi prepararlo come un qualsiasi risotto – spiega –. A parte va preparato del brodo vegetale, ben insaporito. Mentre lo spezzato di grano cuoce,si deve aggiungere il brodo un poco alla volta e mescolare il tutto. Non appena il grano sarà pronto e rimarrà un po’ calloso – continua Bonetta Dell’Oglio –, si deve ungere una pirofila con del burro e cospargerla in tutti i suoi lati di grano. Una volta ricoperte le parenti con abbondante grano, riempire il contenitore con del ragù vegetale fatto di zucchine, melanzane, carote, cipolla e altri ortaggi di stagione, e con delle fette di provola delle Madonie. A questo punto – conclude lo chef – basta chiudere e sigillare il tortino con abbondante pangrattato ed il piatto è pronto».


P. PI.

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