Partenza falsa di Gattuso al Barbera

PALERMO. Il Palermo non è l’ammazza-campionato o la Juve della Serie B. il campionato cadetto è un lungo percorso pieno di ostacoli. Va bene, queste cose ormai le abbiamo abbondantemente lette e sentite. Adesso, però, è il momento di pedalare e si spera che questa seconda lezione subita dall’Empoli in casa, dopo il punto stentato a Modena, serva al Palermo per calarsi in questa nuova realtà. La sconfitta contro Maccarone e compagni dice che il Palermo ha delle lacune di organico e atteggiamento che non è detto si possano colmare a 48 ore dalla fine del mercato. In attesa di Munoz, la difesa sembra non reggere in maniera adeguata il peso degli attacchi, quando gli avversari scavalcano il centrocampo. La gara di oggi è stata anche pesantemente condizionata dall’espulsione alla mezzora di Ngoyi. Anche qui, però, bisogna stare attenti a evitare episodi del genere. Una squadra organizzata come l’Empoli, che stasera è uscita alla distanza, non perdona. Tra le note positive, c’è quantomeno la reazione del Palermo, che dal gol fino al quarto d’ora della ripresa ha giocato anche meglio degli avversari in inferiorità numerica. Bene anche Hernandez, strasera con la fascia di capitano. La prestazione, la fascia e il gol sembrano tre buoni indizi per la sua probabile permanenza in rosa. Note liete che non bastano per nascondere una sconfitta, che può rappresentare per gli uomini di Gattuso una mazzata pesante per il morale. Un Gattuso che stasera ha provato anche qualcosa di nuovo. Il modulo iniziale, infatti, è stato rivoluzionato: si è passati dal 4-2-3-1 al 4-3-2-1. La trasformazione potrebbe essere tra le cause dello smarrimento di Ngoyi nei primi minuti che ha portato all'espulsione. Note liete che non bastano al Berbera (oggi in 11 mila allo stadio). Siamo alla seconda giornata e sono già cominciati i fischi e gli insulti a Zamparini. 

La prima palla gol è dell’Empoli al 5’, con Moro che con un lancio a scavalcare Andelkovic e a innescare il tiro al volo di Verdi che si spegne di poco alto. Il Palermo è attivo, ma è sempre l’Empoli a dare l’impressione di essere più pericoloso sotto porta. Moro e Verdi sono i più ispirati tra gli ospiti. E dai loro piedi nasce al quarto d’ora il vantaggio degli uomini di Sarri. Verdi sguscia in mezzo al campo e serve Tavano. Troppo spazio concesso al numero 10 empolese, che ha tutto il tempo di prendere la mira e di fulminare Sorrentino. I rosanero subiscono il colpo e al 22’ rischiano di capitolare ancora. Sul colpo di testa di Rugani, però, Sorrentino è reattivo e sventa il pericolo. Al 27’ le cose si complicano maledettamente per gli uomini di Gattuso. Nel giro di pochi minuti Ngoyi rimedia due gialli da Gavillucci e viene espulso, lasciando i compagni in dieci. La reazione del Palermo sta tutta in un tiro di Hernandez da fuori area che finisce al lato. Al 30’, però, la Joja regala ossigeno ai suoi. Lanciato da Dybala, il capitano a tu per tu con Bassi trova l’angolo giusto. I rosa tornano a galla e, raggiunto il pari, Gattuso decide di togliere Lafferty per inserire Struna. Anche Dybala comincia a svegliarsi, trovando il suo habitat migliore sulla sinistra, da dove prova a inventare un tiro a giro che però va al lato. L’inerzia della gara è cambiata e il Palermo nel finale crea un altro paio di pericoli sempre con Hernandez, ma si va a riposo in parità.

Il Palermo non è sazio e, malgrado l’inferiorità numerica, continua ad attaccare. Al 51’, però, Gattuso è costretto a perdere Daprelà per infortunio. L’esterno, uno dei più positivi, lascia il posto a Pisano. L’Empoli sapientemente capisce che è il caso di abbassare i ritmi e tenere il pallino del gioco, per sfruttare la superiorità numerica. Dall’altro lato, infatti, il Palermo comincia ad accusare la stanchezza. Il gioco degli ospiti produce i suoi risultati al 68’, quando l’ex Maccarone, su azione da angolo, anticipa di testa sul primo palo tutti. Sorrentino non può far nulla. Per provare a riprendere la partita, Gattuso si gioca l’ultima carta con l’ingresso di Di Gennaro per Stevanovic. Il Palermo ci prova, ma la benzina è già finita da qualche minuto e l’Empoli non soffre neanche il solletico, sbancando il Barbera. Palermo in ginocchio.

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