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No Muos, ancora blocchi a Niscemi E il sit-in diventa «campeggio di lotta»

NISCEMI. Il movimento No Muos si dichiara antifascista e annuncia il blocco dei mezzi che transitano da contrada Ulmo. Da ieri gli attivisti del «Presidio permanente» hanno dato vita al «Campeggio antifascista e di lotta» per tentare fare sentire la propria. Il sit-in pacifista diventa così una tre giorni di eventi con tappa fissa davanti il cancello d’ingresso della base militare Muos che ospiterà il sistema radar satellitare oggetto della discordia. Sono previsti convegni, proiezioni cinematografiche, rassegne teatrali e una fiaccolata notturna. A caratterizzare il campeggio No Muos saranno gli eventi antifascisti, con una passeggiata antimilitarista e antifascista seguita da un dibattito e la proiezione della pellicola «A caccia di nazi».
Intanto, oltre il cancello proseguono senza sosta i lavori di assemblaggio del sistema radar satellitare. I tre piloni di supporto delle contestatissime antenne sono stati quasi ultimati, scatenando la rabbia degli attivisti capitanati da Fabio D’Alessandro che sottolinea la necessità di presidiare l’area e bloccare qualsiasi mezzo in transito. Il sollecito è stato divulgato anche via internet, sui profili Facebook più navigati dagli attivisti che continuano ad associarsi al «campeggio» di contrada Ulmo. Si ipotizza entro domani una massiccia presenza di manifestanti, anche oltre mille anime. Intanto il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, ha annunciato una battaglia legale contro il sistema radar satellitare. «Abbiamo avviato tutte le azioni legali insieme al consiglio comunale – spiega il primo cittadino di Niscemi - per mettere in campo le strategie indispensabili a bloccare la costruzione della stazione radar militare. Stiamo lavorando alacremente per trovare una soluzione. Il nostro interlocutore è il governo nazionale e ci affidiamo al buon senso dei deputati che ci rappresentano all’Assemblea regionale siciliana». Sul profilo Facebook del «Presidio permanente No Muos» sono postati messaggi contro il governatore Rosario Crocetta definito anche «servo degli Usa».

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