Province da abolire, dal Comune si è lanciato un grido di allarme

Si è sottolineato che occorre «salvaguardare l’integrità territoriale del Nisseno e che il capoluogo sia capofila del consorzio»

CALTANISSETTA. Dopo il dibattito del consiglio comunale sull'abolizione della Province, la parola passa in settimana alla conferenza dei capigruppo che sarà chiamata, su mandato del consiglio a predisporre un ordine del giorno sulla salvaguardia della integrità territoriale del nisseno e soprattutto sul mantenimento del capoluogo anche come comune capofila di uno dei cinque consorzio di cui si vagheggia la costituzione. Alla riunione di ieri, tra i deputati regionale invitati a partecipare, era presente soltanto il parlamentare dell'Udc Gianluca Miccichè che preliminarmente è intervenuto al dibattito su invito del presidente del consiglio Calogero Zummo. All'incontro erano stati anche invitati a partecipare tutti i parlamentari del nisseno, il presidente della Regione Rosario Crocetta ed il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone. Presente invece in veste di osservatori, quasi tutti i rappresentanti movimenti politici sorti in questi ultimi anni, rappresentanti di comitati di quartiere ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che sono stati anche invitati ad intervenire al dibattito. Tra il pubblico una folta delegazione di giovani che inneggiavano un cartello con la scritta «Caltanissetta Patria». Ad inizio di seduta il presidente del consiglio ha espresso le preoccupazioni a nome del consiglio su ciò che su ciò che potrebbe accadere sopprimendo le Province senza un'adeguata soluzione alternativa che secondo Zummo dovrebbe, in primis, prevedere il mantenimento dello status quo degli enti e degli territoriali governativi presenti nel capoluogo. La parola poi al parlamentare dell'Udc Gianluca Miccichè secondo cui oggi sarebbe più opportuno parlare di un congelamento dell'attività politica istituzionale dell'ente Provincia e non di soppressione. «Allo stato attuale - ha detto Miccichè - la Provincia continua a mantenere i servizi di cui si è sempre occupata ed anche il personale lavora sul funzionamento di questi servizi». In pratica secondo Miccichè, sono state sottratte alle competenza delle Provincia diverse sovrapposizione di competenze e la facoltà di creare nuovi enti e società partecipato che sperperano quattrini. «Nel mese di maggio scorso - ha detto - quando le Province erano già commissariate c'era ancora qualche amministratore di Caltanissetta che effettuava viaggi per missioni». In atto secondo Miccichè l'abolizione delle Province sarebbe una esercitazione di pareri e proposte, ma non c'è nulla di concreto: «Mi assumo l'impegno - ha concluso - di venire in questo consiglio entro la fine di settembre quando sarà definita la bozza per valutare insieme ulteriori proposte». Quasi tutti i consiglieri, compresi i rappresentanti sindacali di Cgil Luisa Lunetta e di Cisl Giafranco Di Maria, sono interventi al dibattito con il sindaco Michele Campisi che secondo i consiglieri Lorenzo Tricoli e Sergio Iacona dovrebbe assumere il compito, in prima persona, di caricarsi il peso di questo problema, mettendo in atto qualsiasi azione anche al limite della legalità. Lo stesso sindaco ha anche detto se dovessero venire meno presidi i territoriali «la nostra città diventerebbe un albergo per anziani» mentre secondo Tricoli dovremmo prepararci a scrivere un bel «si loca» all'ingresso.

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