Sicilia, Politica

Imu, vertice premier-ministri, si cerca la stretta

Ipotesi di soluzione in due tempi: via la prima rata, si deciderà in seguito sulla seconda

ROMA. La prima rata dell'Imu sarà definitivamente cancellata. Ma sulla seconda un accordo ancora non c'è. Un incontro andato avanti per ore tra il premier, Enrico Letta, il vicepremier, Angelino Alfano, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, dei rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, e degli Affari Regionali, Graziano Delrio, non è bastato a sciogliere il nodo della tassa sulla casa, politicamente il più spinoso per il governo in carica. Al contempo però, in quello che si temeva potesse essere il momento della resa dei conti all'interno dell'esecutivo, non c'è stato alcuno strappo drammatico. Anzi, dalle file del Pdl, direttamente per bocca di Alfano, è emerso finalmente qualche segnale di ottimismo, significativo non solo in chiave strettamente economica. «C'è ancora da lavorare fino a mercoledì, - ha twittato il vicepremier, confermando la data del prossimo cdm - ma possiamo farcela».


Il governo, ministri del Pdl compresi, sembra dunque intenzionato a portare a casa il risultato nei tempi previsti, cercando un compromesso accettabile per tutte le forze in campo, probabilmente in due tempi, visto che ad ottobre ci sarà la legge di Stabilità. Ed anche il clima più sereno respirato nel cdm che oggi ha approvato il pacchetto sulla p.a. sembra un segnale positivo in vista della riunione del 28, che si annuncia ben più intensa e movimentata. «Stiamo continuando a ragionare e a valutare tutte le opzioni percorribili», ha spiegato anche Delrio. Il lavoro per riformare la tassazione sulla casa dunque non è ancora finito.


Durante il vertice a cinque a Palazzo Chigi, le ipotesi vagliate dal Tesoro sarebbero state scremate, passando dalle nove originarie a non più di un paio, ma in vista di mercoledì la soluzione ancora non c'è. L'idea della service tax federalista rimane in piedi, condivisa ormai praticamente da tutti, ma con ogni probabilità la nuova tassa sarà inserita nella legge di stabilità e partirà dunque dal 2014. La materia è infatti particolarmente complicata, visto che la tassa sui servizi, come già spiegato più volte da ministri e sottosegretari, dovrà essere equamente bilanciata tra proprietari e inquilini, evitando eccessivi aggravi per questi ultimi. Nel frattempo dunque dovrà essere evitato il pagamento il 16 settembre della prima rata sulla prima casa (punto su cui non ci sarebbero ormai più dubbi e su cui si concentrerà il cdm di dopodomani) e, compito assai più arduo, dovranno essere individuate anche le coperture per la seconda rata di dicembre.
I 2 miliardi per la tranche di fine anno non sono del resto gli unici che servono al governo, alle prese anche con il tentativo di scongiurare l'aumento dell'Iva, di rifinanziare la cassa integrazione e di risolvere il problema esodati. Un altro miliardo per ogni intervento. 


Ufficialmente le posizioni di Pd e Pdl restano però ancora distanti. «Siamo oramai a ridosso di una decisione e si moltiplicano le dichiarazioni di chi cerca di far credere che, con una franchigia a 500 euro, si riesca a far pagare questa tassa solo a chi ha redditi alti. Si tratta di una balla gigantesca. - attacca il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta - Il 78% delle famiglie italiane risiede in abitazioni di proprietà e l'88% dell'Imu è versata da famiglie il cui reddito non supera i 55 mila euro lordi all'anno. Non esiste una soluzione in grado di far pagare solo ai ricchi ricavandone comunque un gettito significativo». Il Pd chiede invece ancora, con Cesare Damiano, di tagliare l'Imu non a tutti ma al 70-80% dei proprietari.

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