Crocetta, critiche dal Comune di L'Aquila: «vergognoso ricorso alla Corte Costituzionale»

L'AQUILA. La scelta della giunta Crocetta di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge che prevede il finanziamento della ricostruzione dell'Aquila tramite l'aumento dell'imposta di bollo «è un atto vergognoso». Così il coordinatore provinciale aquilano del Popolo della libertà, Alfonso Magliocco, commenta la notizia di una delibera della Giunta regionale della Sicilia nella quale - riferisce Magliocco - si propone ricorso alla Corte costituzionale contro l'articolo 7 bis del decreto sulle emergenze che ha stanziato 1,2 miliardi in 6 anni per il capoluogo e il «cratere» distrutti dal terremoto del 6 aprile 2009 attraverso l'aumento del costo delle marche da bollo.  «Basta sciacallaggi. Crocetta vuole fare cassa sul terremoto dell'Aquila. Faccia retromarcia oppure devolva le risorse dei beni confiscati alla mafia!», tuona Magliocco che passa a sviscerare il meccanismo della delibera: «Secondo Crocetta, infatti, essendo l'aumento dell'imposta valido su tutto il territorio nazionale (la legge non fa distinzioni), tale surplus dovrebbe rimanere nelle casse della Regione Sicilia così come previsto dall'autonomia statutaria dell'ente e non può essere destinato alla ricostruzione dell'Aquila». Al centro della presa di posizione di Magliocco «la delibera numero 293 del 21 agosto 2013 della Giunta Crocetta che ricorre alla Corte Costituzionale contro la legge 24 giugno 2013 e nello specifico contro l'art.7 bis».
Sulla questione non poteva mancare il commento del sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente: «Magari - ha detto - le marche da bollo in Sicilia resteranno con il vecchio regime, ma non possono pensare di rimediare a decenni di malgoverno con i soldi del terremoto dell'Aquila».  Il primo cittadino aquilano ha anche annunciato «telefonerò al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, perchè voglio capire che cosa è successo. Non credo che la Regione Sicilia abbia qualcosa contro L'Aquila, credo sia un problema di legislazione - conclude - se non vuole la Sicilia non prenderà quell'aumento sulle marche, ma non è che può pensare di farsi i soldi alle nostre spalle».
LA REPLICA DELLA REGIONE: «C'È EQUIVOCO». «È bene chiarire subito l'equivoco: la Regione siciliana ha impugnato il provvedimento sull'aumento dell'imposta di bollo da devolvere per il sisma dell'Aquila, perchè il decreto sulle emergenze non prevede limiti temporali al provvedimento. Fino a tutto il 2018 nessuno mette in discussione la norma; la questione da noi posta riguarda la destinazione dell'aumento dell'imposta a partire dal 2019». Lo dice l'assessore all'Economia della Regione siciliana, Luca Bianchi, commentando le dichiarazioni del coordinatore provinciale aquilano del Popolo della libertà, Alfonso Magliocco.    «Abbiamo anche scritto una lettera al governo nazionale - aggiunge Bianchi - nella quale manifestiamo la nostra disponibilità a ritirare l'impugnativa qualora l'esecutivo provveda a porre una data al provvedimento. La solidarietà della Sicilia nei confronti della popolazione aquilana non è mai stata in discussione. Il nostro ricorso si basa su una questione squisitamente tecnica».

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