Provvidenza, chiesa danneggiata rimarrà chiusa sino ad ottobre

Il vescovo Mario Russotto ha espresso la propria vicinanza ai fedeli del quartiere per i disagi ai quali saranno sottoposti

CALTANISSETTA. Un forte e convinto incoraggiamento ai fedeli della Provvidenza arriva dal vescovo Mario Russotto. Il prelato ha espresso la vicinanza alla comunità gravitante in una chiesa destinata, purtroppo, a restare chiusa per un lungo periodo. La Provvidenza è stata dichiarata inagibile. Non possiede i requisiti di sicurezza dopo che un fulmine ha colpito il campanile della chiesa danneggiando gravemente la cuspide. La prossima settimana, al rientro in sede, il vescovo valuterà assieme ai tecnici della Curia e con il rettore Salvatore Lovetere modalità e tempi d'intervento per rendere quantomeno sicura la chiesa e consentire così l'accesso ai fedeli anche se dai locali parrocchiali prospicienti via Martinez. «I primi di settembre - ha spiegato padre Salvatore Lovetere - alla Provvidenza torneranno i vigili del fuoco per un secondo, spettacolare intervento e in quella sede si deciderà sulle sorti del torrino imbracato con un filo di ferro per evitare ulteriori distacchi del rivestimento in pietra». L'evento atmosferico del 15 agosto, con i danni che ha provocato, ha colpito la comunità di fedeli per i quali la chiesa è un sicuro punto di riferimento. Adesso per le attività parrocchiali o per assistere alle celebrazioni eucaristiche sono costretti a spostarsi nella vicina San Giuseppe. «Inizialmente - ha dichiarato il sacerdote - la chiusura era stata fissata in non più di quindici giorni. Si prevedeva di restituire il tempio al culto a fine agosto. Ci siamo accorti, con i tecnici della Curia, che mancano i requisiti minimi per poterla riaprire e credo proprio che la chiusura andrà ben oltre il mese di settembre. Per rimettere in sesto la Provvidenza occorreranno tanti quattrini anche il danno economico non è stato ancora quantificato». Già, i soldi. La chiesa della Provvidenza, con oltre due secoli di vita alle spalle, era reduce da un parziale restauro concluso qualche anno fa con il consolidamento della copertura danneggiata dalle infiltrazioni di acqua piovana. L'intervento aveva consentito la riapertura anche se l'interno si presenta rovinato. Tutto sembra precario ed ancora oggi l'accesso è sormontato da una retina per riparare i fedeli da eventuali distacchi di cornicioni. A peggiorare ulteriormente il quadro l'evento meteorico del giorno di ferragosto con la scarica elettrico che ha centrato il torrino del campanile, determinando una pioggia di calcinacci le cui tracce sono ancora visibili sul sagrato della chiesa (antistante via Goldoni) ancora interdetto al transito pedonale con robuste transenne collocate dalla polizia municipale.

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