Scuola, 29 i fortunati a Caltanissetta

Protesta dei sindacati. Una piccola pattuglia per le immissioni in ruolo dei docenti di tutti gli organi e le categorie sui 587 assegnati alla Sicilia

CALTANISSETTA. Nuovo colpo basso al corpo docente e al personale Ata. Quest’anno più che mai la provincia di Caltanissetta sarà penalizzata sia per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari sia per la mancata assunzione degli assistenti amministrativi e tecnici. Soltanto 29 i posti per le assunzioni in ruolo dei docenti di tutti gli organi e le categorie sui 587 assegnati alla Sicilia e su un totale nazionale di 11.268 immissioni autorizzate dal Ministero dell’Economia per l’anno scolastico 2013/2014, che qui da noi avrà inizio il 16 settembre. I posti saranno ripartiti al 50 per cento tra le graduatorie definitive del concorso ordinario e quelle ad esaurimento. Nel caso le graduatorie del concorso non dovessero essere approvate entro il 31 agosto saranno utilizzati prima quelli dei concorsi precedenti e poi quelle ad esaurimento. Ma c’è di più. Nel dettaglio, secondo quanto riferisce il segretario generale della Flc Cgil Alberto Musca, l’attribuzione dei posti tra i vari ordini di scuola e classi di concorso sarà effettuata in modo proporzionale alle vacanze di organico. “Secondo l’ipotesi di ripartizione dei posti disponibili e vacanti (ipotesi aliquota che va dal 45 per cento della scuola dell’infanzia, al 30 per cento della scuola secondaria e al 50 per cento per il sostegno) – spiega Musca - e tenendo, altresì conto dei posti «unici», nella nostra provincia i 29 posti risulterebbero così ripartiti: due per la scuola dell’infanzia, quattordici per la scuola secondaria di primo grado, nove per la scuola secondaria di secondo grado e quattro posti di sostegno per tutti gli ordini di scuola. «Numeri irrisori – sottolinea Musca – che sanno quasi di vera e propria beffa, drammatica conseguenza della devastante politica dei tagli perpetrata negli ultimi anni dai governi che si sono succeduti. Nessun posto alla scuola primaria, mentre al sostegno toccherebbero in tutto quattro cattedre da dividere tra gli ordini di scuola della provincia. Comportamenti inaccettabili, non è questa la strada per dare operatività alla scuola e per rispondere alle legittime aspettative dei precari». Ormai, se ai docenti sommiamo il personale Ata, superano di gran lunga i duemila i precari nella provincia di Caltanissetta. «La mancata assunzione del personale Ata – continua Musca – è gravissima, questi lavoratori sono oggetto di una vera e propria discriminazione sociale. Per loro il Ministero continua ancora a non autorizzare le immissioni su amministrativi e tecnici a causa delle norme introdotte dalla spending review. Resta ferma pertanto la protesta del nostro sindacato per il silenzio assunto su questa questione. Nel denunciare una situazione non più sostenibile per la scuola al Governo chiediamo un segno tangibile della volontà di procedere ad una reale politica di stabilizzazione degli organici e del personale, attraverso quegli interventi più volte annunciati e mai praticati. Resta fermo – conclude Musca - il nostro impegno su precisi obiettivi: la cancellazione della norma sul passaggio forzoso dei docenti inidonei nei profili Ata, l’assunzione del personale Ata su tutti i posti liberi, l’attuazione dell’organico funzionale docente e Ata come primo passo per rimettere al centro la qualità della didattica e stabilizzare quasi 100 mila precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole». Una scelta «minimalista» inaccettabile così come ha sottolineato il segretario generale Alberto Musca: «Dopo tanti proclami da parte di un Governo che sbandiera il superamento della precarietà come priorità del suo agire politico, l’elefante ha partorito il topolino». Se le cose non dovessero cambiare si prevedono nuove ondate di sciopero. L’anno scorso tantissime furono le proteste inscenate dagli insegnanti ai quali forse si chiede anche troppo senza mai nulla dare in cambio. E nulla di buono si intravede all’orizzonte se il Governo continuerà ad operare tagli sull’Istruzione.

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