Sanità, laboratori d’analisi in crisi «A settembre mille licenziamenti»

PALERMO. Alla fine arrivano i licenziamenti. La scure del decreto Balduzzi, che falcia i prezzi dei rimborsi, si abbatte sui laboratori d’analisi siciliani convenzionati con la Regione, che affermano di non avere altra scelta se non quella di tagliare il personale: diecimila posti in bilico, tra operatori e indotto, e circa un migliaio le persone che già dal primo settembre rischiano di perdere il posto di lavoro.


A lanciare l’allarme sono i titolari delle strutture siciliane che dal primo giugno fanno i conti con il nuovo tariffario, recepito dall’assessorato regionale alla Salute, ma soprattutto con i tagli del 40-45 per cento per le prestazioni erogate. «Da tre mesi ormai lavoriamo in perdita – spiega Mario Di Piazza, titolare di un laboratorio d’analisi a Palermo – e di certo non possiamo continuare così, i licenziamenti sono inevitabili. Per fare in modo che le strutture non falliscano nell’immediato, dal primo settembre saremo costretti a ridurre gli organici di circa un migliaio di dipendenti». E chi non chiuderà i battenti, assicurano i titolari dei laboratori, sarà costretto ad abbassare gli standard qualitativi, favorendo in alcuni casi anche il lavoro nero: «È impossibile pensare di continuare ad erogare prestazioni ad alto livello in queste condizioni – sottolinea Mario Albanese, altro titolare di un laboratorio –. Queste tariffe comporteranno lo sviluppo di un mercato parallelo non completamente sicuro». Per eseguire una curva da carico di glucosio, ad esempio, con il vecchio tariffario regionale del 1996 il rimborso era di 13,08 euro, con il Balduzzi i laboratori ricevono appena 3,33 euro. «Così non riusciamo neppure a recuperare i costi», ribadiscono.


Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, fa sapere che la Sicilia ha avviato una trattativa col governo nazionale per consentire ai laboratori di svolgere più servizi e ritoccare i prezzi delle prestazioni. «Ma se la Regione non applicasse il tariffario Balduzzi - spiega Crocetta - dovrebbe integrare 50 milioni e non è possibile». Tra le richieste dei titolari delle strutture vi è quella di attingere al fondo per i laboratori di analisi, che al contrario dei rimborsi non ha subito tagli e ammonta a 115 milioni. Ma l’assessorato alla Salute sembra intenzionato a utilizzare queste risorse per aumentare il numero di prestazioni. E non per ritoccarne le tariffe. Intanto, per il 3 dicembre è attesa la sentenza del Tar del Lazio che dirà se il tariffario Balduzzi è inapplicabile o meno, ma i laboratori d’analisi temono sia troppo tardi.  

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