Sicilia, Politica

Polemiche sulla Service Tax: "Colpisce i deboli ed è complessa"

ROMA. I Comuni sono allarmati dall'arrivo  di una Service Tax: temono ripercussioni di tipo sociale e  soprattutto vogliono che qualsiasi ipotesi di abolizione della  prima rata dell' Imu non comporti per loro meno risorse dei 4  miliardi previsti.   A dirlo, a chiare lettere, è il responsabile Finanza Locale  dell'Anci e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli.      «Spostare la tassazione dalla proprietà ai servizi vuol dire  colpire gli strati più deboli della popolazione, anche gli  inquilini e i residenti non proprietari - osserva - la  Service Tax, infatti, comporta una diversa distribuzione del  carico fiscale ». L'Anci «è aperta alla discussione, la  Service Tax può essere una strada interessante ma abbiamo una  certa preoccupazione di tipo sociale».     


Le perplessità dei sindaci riguardano anche le modalità  applicative e di riscossione della nuova tassa di servizio.  «Una nuova tassa - fa notare Castelli - con una platea di  contribuenti completamente rinnovata, rischia di creare un  problema di riscossione del tributo».  Ai Comuni, insomma, stanno a cuore due principi: la garanzia  dell'arrivo nelle casse comunali, entro fine anno, dei 4  miliardi dell'Imu sulla prima casa e che l'applicabilità delle  nuove tasse sia garantita da regole semplici e facilmente  applicabili: «Introdurre nuove tasse non è semplice e ogni anno  in Italia ne cambiano la formulazione.


Temiamo che norme  complesse e laboriose come la formulazione ipotizzata dal  sottosegretario Baretta, creino difficoltà di applicazione.  Infine, non vogliamo essere noi a pagare il confronto politico  sull'Imu», dice a chiare lettere il primo cittadino  marchigiano.  Il presidente dell'Anci, Piero Fassino, chiede che con la  riforma «i Comuni non abbiano meno risorse di quelle che hanno  oggi». E a proposito dell'ipotesi service tax, Fassino si  limita a dire: «Aspettiamo di vedere. Si possono usare molte  tecniche, ma il risultato - conclude - non deve essere  un'ulteriore riduzione delle risorse per i Comuni». Che non  potrebbero proprio sopportarlo, sostiene da molto tempo l'Anci. 

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