Sicurezza, Siap Catania: "Più stress per gli agenti di polizia"

CATANIA. «I poliziotti che a Catania controllano il territorio per far fronte alla criminalità diffusa sono meno dei Vigili Urbani ma hanno molte più competenze». Lo afferma il Siap di Catania, sottolineando come gli agenti delle volanti e degli uffici affrontano le
«emergenze programmate, divenute oramai fatti ordinari, in lavoro straordinario poi  regolarmente decurtato per mancanza di fondi» e come gli agenti «attendono ancora i pagamenti di lavoro straordinario espletato (emergenza Nord Africa) tra l'ottobre e il dicembre del 2012.
Il Siap parla di un »continuo stress da lavoro che non solo non rientra nei profili professionali della polizia ma che sostanzialmente non è rispettato, con conseguenze immaginabili a danno del personale«. Il sindacato attende di incontrare il Prefetto per consegnare un documento con le sue rivendicazioni »non più attribuibili alla questura ma di grave responsabilità ministeriale« sottolineando come »i 30 agenti promessi che
arriveranno a ottobre certamente non saneranno l'enorme buco creato da anni di tagli e l'assoluta indifferenza ai problemi del territorio e dei poliziotti catanesi«. »Sottraendo gli
agenti addetti alle vigilanze delle strutture istituzionali e alle scorte, alla polizia giudiziaria e alle competenze legate ad attività di investigazione amministrativa-informatica -
afferma il segretario del Siap Tommaso Vendemmia - quelli rimasti per controllare e pattugliare la città e per tutte le emergenze 'annunciatè sono non più di 80 operatori su quattro turni, che la sera e la notte scendono a 30«.

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