Regione, corsa degli enti ai contributi

Subito a disposizione 6,5 milioni. con la variazione di bilancio se ne potrebbero aggiungere altri 10. Entro un mese finanziate le associazioni di disabili e del disagio sociale. Poi priorità a musei e fondazioni

PALERMO. Superato lo scoglio del commissario dello Stato, già questa settimana potrebbe scattare l’iter per il finanziamento di centinaia di associazioni ed enti che culturali e sociali. Quelli che operano nell’area del disagio sociale e della disabilità potrebbero accedere ai fondi già nell’arco di un mese.
La legge che stabilisce nuove regole per accedere ai fondi ha evitato impugnative e, una volta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, prevede che nell’arco di sette giorni il governo debba emanare il bando per l’erogazione dei contributi.
A disposizione ci sono subito 6,5 milioni (ai quali potrebbero aggiungersi altri 10 milioni con la variazione di bilancio del prossimo autunno). Non ci saranno più enti «raccomandati» dai politici e inseriti in elenchi e tabelle speciali ma saranno introdotti criteri oggettivi relativi alle attività svolte e al personale impiegato. Domani la giunta si riunirà e metterà a punto l’avviso che sarà pubblicato dopo l’entrata in vigore della legge. La norma approvata all’Ars la scorsa settimana prevede infatti tempi strettissimi per venire incontro alle esigenze di tantissime sigle che operano nel sociale e che protestano per la carenza di risorse. Entro sette giorni dalla pubblicazione della legge, i dipartimenti ritenuti strategici emaneranno un avviso di selezione e le istanze dovranno pervenire entro 30 giorni.
Tra gli assessorati maggiormente interessati ci sono quello alle Politiche sociali guidato da Ester Bonafede e quello ai Beni culturali di Maria Rita Sgarlata. Già alla vigilia del Ferragosto sono state tracciate alcune linee guida. Ci sarà un bando generale e alcuni avvisi particolari nei settori più delicati della disabilità e del disagio sociale. Le associazioni che operano in questi settori avranno alcune premialità, tra cui un iter più veloce: pubblicata la legge, le loro istanze dovranno essere presentate entro quindici giorni e le istruttorie saranno definite entro quindici giorni.
In ogni caso le loro pratiche saranno esaminate in via prioritaria e il loro iter sarà più veloce. Una corsia preferenziale avranno anche gli enti istituiti da una legge, come il museo Mandralisca di Cefalù, il museo del Papiro a Siracusa e il Whitaker a Palermo. Anche in questo caso sarà attribuita una sorta di premialità, ma il governo deve decidere ancora se in termini di punteggio aggiuntivo o di corsia preferenziale nell’esame delle pratiche.
«Sono molto soddisfatto per il via libera del commissario dello Stato alla norma che abolisce la tabella H - ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta - dopo tanti anni finalmente abbiamo messo un po’ d'ordine, a vantaggio dei tanti enti meritevoli che con la predisposizione del nuovo bando potranno adesso accedere ai fondi per continuare a portare avanti le proprie attività».
In attesa di definire il bando, di certo c’è che il governo dovrà seguire le indicazioni contenute nella legge. Gli enti per accedere al finanziamento dovranno presentare una relazione dettagliata sulla propria struttura, sulle attività svolte, sul personale impiegato, allegando relativi curricula. Dovranno essere inoltre specificati tutti gli altri finanziamenti ricevuti e allegato il bilancio degli ultimi tre anni.
Intanto con la pubblicazione della legge saranno rimpinguati i capitoli di bilancio dei teatri siciliani più importanti. Allo Stabile di Catania andranno altri 200 mila euro, al Bellini 300 mila euro, al Teatro di Messina 200 mila euro, al Biondo di Palermo 300 mila euro, all’Inda, l’Istituto nazionale di dramma antico, 200 mila euro, alla Fondazione orchestra sinfonica siciliana 300 mila euro, al Teatro Massimo di Palermo 300 mila euro. Per i teatri comunali sparsi su tutto il territorio sono stati invece stanziati altri 200 mila euro. La legge testo che andrà in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale stanzierà poi cinque milioni di euro in favore delle ex Province siciliane.

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