Un progetto per monitorare le acciughe dello Stretto

PALERMO. Nel mese di luglio di quest’anno la nave oceanografica Urania ha solcato i mari siciliani con diversi ricercatori a bordo impegnati nel progetto Bansic (Biomass of ANchovy in the SICily strait) con l’obiettivo di studiare le fluttuazioni delle acciughe nello Stretto di Sicilia.
L’acciuga si ciba di plancton e rappresenta un boccone prelibato per i grandi pelagici come il tonno rosso, ma allo stesso tempo costituisce un importante tassello nell’economia dell’Isola in quanto è una delle più importanti risorse pescabili del Mar Mediterraneo. Il progetto è nato nel 1997 quando una prima osservazione del plancton nello stretto di Sicilia, ad opera della motonave di ricerca S. Anna, rese possibile delimitare l’area di riproduzione dell’acciuga nelle acque siciliane dopo un’attenta analisi ed un conteggio della uova e delle larve di acciuga.
La riproduzione e il reclutamento, ovvero il raggiungimento di una taglia tale da renderla disponibile agli attrezzi da pesca, di questa specie ittica sono processi che dipendono fortemente dalle condizioni ambientali, a loro volta caratterizzate da una notevole variabilità. Il progetto Bansic verifica e studia i dati sulla densità di uova e larve confrontandoli con informazioni sulla fecondità degli esemplari adulti permettendo tra l’altro di stimare i livelli di abbondanza a mare, informazione che viene utilizzata in ambito internazionale per valutare lo stato della risorsa e suggerire le misure necessarie per consentire un prelievo sostenibile da parte delle attività di pesca in relazione ai cicli biologici della specie.
Il progetto è attuato grazie ai rilievi effettuati dalla nave oceanografica del CNR «Urania», a bordo della quale a partire dal 1998 sono stati condotti la maggior parte dei campionamenti ittioplanctonici, ovvero uova e larve, sulla popolazione di acciuga nello Stretto di Sicilia.
Le attività di ricerca delle campagne Bansic sono coordinate da Bernardo Patti, ricercatore Cnr-Iamc, nonché capo spedizione di Urania. Mentre la sede dell’Istituto per l?Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAMC-CNR), è attiva da marzo 2010 presso i locali della omonima ex Tonnara di Torretta Granitola, una frazione di Campobello di Mazara. Un avamposto a stretto contatto con la natura dove scienziati e biologi possono approfondire i propri studi a favore di una gestione mirata ed ecocompatibile delle attività di pesca. O. Es.

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