Il premier Letta al meeting di Comunione e Liberazione: «Legge elettorale riforma più urgente»

«Emergenza occupazionale», l'altro tema affrontato dal presidente a Rimini

RIMINI. «La legge elettorale è la riforma più urgente». L’ha affermato il premier Enrico Letta durante il suo intervento di oggi pomeriggio al meeting di Comunione e Liberazione, a Rimini.  Già in autunno, secondo quanto annunciato dal presidente del Consiglio, potrebbe arrivare in Parlamento una nuova legge elettorale:  «Dall'1 settembre - ha spiegato Letta - in commissione si discuta sulla legge elettorale per approvare una riforma ad ottobre». Ma se in politica la riforma più urgente è quella elettorale, per il sistema economico italiano i problemi restano ed è lo stesso Enirco Letta a parlare di «emergenza occupazionale», riferendosi soprattutto ai giovani. «L'emergenza occupazionale è la più grande per l'uomo di oggi  - dice il premier , sottolineando anche che il governo ha fatto sì che quello del lavoro «diventasse un tema europeo: tutto il continente deve farsi carico del problema della disoccupazione giovanile». Rispondendo alle domande di due studenti, Letta ha anche puntualizzato che «quella dei giovani è una questione che ci sta e mi sta nel cuore.


L'impegno continuerà, non basta quel che abbiamo fatto nei primi 100 giorni di governo», puntando il dito su quello che definisce un «problema culturale. La questione giovanile era centrale negli anni '70 e '80, ma poi nessuno ne ha più parlato. Perchè? Perchè si è pensato solo agli ex giovani». E poi c’è la manovra economica a cui pensare: a settembre partirà un «piano destinazione Italia per l'attrazione degli investimenti: per dire che l'Italia è ancora il Paese per il quale vale la pena di fare un investimento». Intanto, si guarda anche all’Europa, per il quale, secondo il premier, «Il 2014 può essere l'anno del nuovo inizio e  sarà cruciale». Dopo le critiche al sistema Europa: «L'Europa oggi ha istituzioni che non permettono di decidere. Non si può non cambiarle. Le istituzioni devono essere legate ai cittadini. L'Europa così com'è non va», Letta è poi passato alle buone speranze: «Il 2014 può essere l'anno del nuovo inizio per l'Europa, sarà cruciale in primo luogo perchè si voterà: se l'Europa non dà risposte o dà quelle sbagliate rischia di essere il parlamento più antieuropeo. Se viceversa faremo bene abbiamo le condizioni per un nuovo inizio europeo». I buoni propositi riguarderanno, sostiene il capo del Governo,  anche l’Italia: si torna a parlare di abolizione del finanziamento pubblico: « il cittadino torni arbitro, ai cittadini il potere di dare se vogliono il loro finanziamento, sono riforme che consentono il ricambio e una democrazia efficiente».

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