Immigrazione, la vera Sicilia e l’Europa sorda

Non sono rimasti in spiaggia a prendersi il sole, né si sono «goduti» lo spettacolo. Senza se e senza ma, si sono tuffati per soccorrere 166 migranti bloccati su una «carretta» del mare arenatasi a pochi metri dalla riva. È bene imprimerle nella mente le foto pubblicate in prima pagina e in alto: perché quei bagnanti di Pachino che salvano bambini e donne, sono la vera immagine della Sicilia. Una terra, «la grande mamma», che non ha mai rigettato in mare nessuno e mai lo farà. Nonostante gli «inviti» di quegli esponenti della Lega secondo cui: «I clandestini vanno solo respinti».
Mettiamo subito in chiaro una cosa: qui non si tratta di fare demagogia o «buonismo» a buon mercato. Ma di affermare, con orgoglio, una «diversità» tutta siciliana. Da sempre siamo la terra dell’accoglienza. E non a parole. Lo sanno benissimo a Lampedusa dove ogni giorno nessuno si «schifia» di aiutare i tanti migranti sbarcati nell’isola. Lo sanno bene nel Siracusano dove nessuno «caccia» lo straniero. Lo sanno benissimo a Mazara dove i pescatori non cambiano rotta quando intravedono un barcone pieno di disperati. Da queste parti vale ancora quell’imperativo: «Fra poveri ci si aiuta, non ci si scanna». Lo ha ricordato circa un mese fa Papa Francesco anche - e soprattutto - a quell’Europa che a parole è solidale con i migranti ma che nei fatti nulla fa. Un’Unione Europea sorda e cieca che lascia l’Italia sola nell’affrontare un’emergenza umanitaria dai numeri catastrofici: in un anno circa 25 mila arrivi. Novemila in un mese e mezzo, la stragrande maggioranza in Sicilia. Anche in quella spiaggia di Pachino dove a Ferragosto, i siciliani hanno dimostrato che «la solidarietà è più forte della paura» come ci ha ricordato il Capo dello Stato. «Siciliani che fanno onore all’Italia», senza se e senza ma.

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