Sicilia, Tempo libero

Il pesce a tavola non stanca mai, ma i siciliani lo vogliono crudo

Sarà per la linea, per la vita frenetica o per il potere afrodisiaco? Fatto sta che la tendenza di non cuocere i prodotti del mare spopola sempre di più

PALERMO. A qualcuno piace crudo. Sarà che la vita frenetica lascia sempre meno tempo da dedicare ai fornelli, o che, ultimamente, questa abitudine gastronomica va parecchio di moda. O che, secondo qualcuno, avrebbe un forte potere afrodisiaco. Una cosa è certa, il «raw food» (letteralmente «cibo crudo») piace sempre di più ai siciliani.
Si tratta del crudismo, l'ultima tendenza in fatto alimentare che arriva, manco a dirlo, dagli Stati Uniti. Il cibo viene consumato grezzo, intatto, come madre natura lo ha fatto. Per molti mangiare crudo è diventata non solo una scelta estiva, ma una scelta di vita quotidiana, da seguire durante tutto l’anno. Ed è un’ottima idea per chi, in questa calda stagione, non vuole cuocere, letteralmente, assieme ai cibi davanti ai fornelli. I vantaggi? Sono molteplici. Si risparmia tempo e fatica, ma soprattutto ti mantieni in forma. «I siciliani amano il pesce crudo - racconta Andrea Rizzo, titolare del ristorante L’Osteria dei Vespri di Palermo -. Il piatto più ordinato, di solito, è quello che noi chiamiamo ”le cinque variazioni di crudo”, un antipasto perfetto per i cultori del pesce crudo, il quale viene servito con olii particolari».
Anche dalla parte opposta della Sicilia, a Donnalucata, sulla costa sciclitana, il crudo va per la maggiore. Claudio De Caro, ristorante Il Molo: «È uno dei piatti più richiesti. Noi lo prepariamo all’”italiana”, con influenze estere ridotte al minimo. Piuttosto - spiega - cerchiamo di caratterizzare i piatti di crudo con i sapori della nostra terra: la menta al bergamotto che coltivo personalmente, stessa cosa per la citronella. Mentre l’olio è quello dei Monti iblei».
Il pesce crudo, infatti, marinato a dovere, rappresenta l’antipasto preferito dai siciliani e non solo. «Il pesce crudo è da sempre il più apprezzato, ma da qualche anno la richiesta da parte dei clienti è aumentata fortemente - spiega Giovanni Ardizzone, titolare del ristorante Da Nino a Letojanni, sulla costa jonica di Messina -. I nostri antipasti crudi sono: il carpaccio di polpo, i gamberi, gli scampi, la tartare, il pesce spada e i vari frutti di mare, tra cui ricci e ostriche. Tutti vengono conditi con olio, limone e prezzemolo».
Ma anche gamberi, gamberoni e calamari. L’universo del pesce crudo comprende ogni tipologia di pesce. «I clienti si sono stancati del sushi, per cui preferiscono affidarsi al nostro pesce fresco - dice Giuseppe Corona, titolare della trattoria Piccolo Napoli di Palermo -. Il piatto più richiesto dai siciliani e dai turisti è quello composto da scampi, gamberoni e calamari, ricoperti da una colata di ricci con olio, limone e prezzemolo».
Si sa, chi viene in Sicilia vuole il «mare nel piatto», motivo per cui, spesso, ordinano gli spaghetti ai ricci di mare, una ricetta tipicamente siciliana e semplice da preparare. «È una delle ricette più facili  - dice Ardizzone -. Basta preparare gli spaghetti, scolarli al dente e ricoprirli di ricci rigorosamente crudi».

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