Finanziamenti agli enti, c'è la legge Il primo round lo vince Crocetta

A disposizione ci sono 6,5 milioni rispetto ai 24 messi a disposizione in Finanziaria lo scorso maggio e agli oltre 50 milioni stanziati negli anni passati

PALERMO. Dopo tre ore di dibattito, con 48 voti favorevoli, 12 contrari, arriva il via libera del Parlamento siciliano alla nuova legge che regola i finanziamenti alle associazioni di volontariato, agli enti culturali e a quelli che operano nel sociale. A disposizione ci sono 6,5 milioni rispetto ai 24 messi a disposizione in Finanziaria lo scorso maggio e agli oltre 50 milioni stanziati negli anni passati.
Il governo Crocetta vince così il primo round di questa ultima sfida in Aula prima delle ferie estive. La norma dell'esecutivo, più volte limata all'Ars, di fatto cancella la vecchia Tabella H, l’elenco di sigle “raccomandate” dalla politica che era stata bocciata a maggio dal commissario dello Stato perché incostituzionale, dal momento che creava disparità ed elargiva soldi senza alcun criterio. Da qui la scelta dell’esecutivo di proporre una norma che regolasse l’accesso ai fondi tramite un bando pubblico.
L’opposizione, Pdl in testa, ha provato a inserire delle modifiche per garantire fondi ad hoc agli istituti che aiutano ciechi e sordi, ma Crocetta ha ribadito che i fondi saranno stanziati tramite un bando trasparente con priorità a enti storici che sono tutelati da legge. Ma diversi deputati anche della maggioranza, come Laccoto del Pd e gli Articolo 4, hanno chiesto dopo le ferie estive di trovare nuove risorse per le sigle meritevoli. Favorevolmente hanno votato pure i Drs di Picciolo e Forzese, che hanno rimarcato “i correttivi apportati alla norma del governo” ma hanno chiesto “più tutele per disabili e associazioni sociosanitarie. Confidiamo nell’azione futura del governo”. I grillini col capogruppo Giancarlo Cancelleri hanno spiegato che “la Tabella H assomigliava più a una compravendita, a un bazar. Questa riscrittura del governo, che fissa criteri per gli enti, ci sta bene. Ci rammarica che lo stesso parametro severo non venga utilizzato per teatri dislocati sul territorio, una specie di minitabella H. Ma perché arrivare sempre all’ultimo giorno per legiferare, sempre in emergenza?”. E per Giuseppe Lupo del Pd “oggi approviamo una buona legge per la Sicilia ma dopo questa seduta non si esaurisce il nostro sforzo per trovare adeguata copertura finanziaria oggi insufficiente. Ma il quadro normativo aiuterà la possibilità di trovare nuove somme per l’area sociosanitaria, la cultura, lo sport”.

Duro l’affondo di Santi Formica della Lista Musumeci, per il quale invece di parlare di sviluppo “Crocetta ha portato in Aula un testo che istituisce una maxi Tabella H perché finanzierà gli stessi enti più altre sigle”. Ragionamento simile quello di Vincenzo Figuccia del Partito dei siciliani, per il quale “la legge allungherà i tempi e gli enti avranno i contributi chissà quando”. Dall’opposizione è arrivato il voto favorevole del Pid-Grande Sud, che per voce di Toto Cordaro ha fatto sapere di sostenere il testo per senso di responsabilità verso i lavoratori che attendono risposte.
Il testo varato stanzia anche nuove risorse per i teatri (due milioni in più) e per le ex Province, cinque milioni in tutto. Inoltre la norma consente ai commissari di poter utilizzare liberamente le somme per garantire il pagamento degli stipendi dei dipendenti e l’avvio dell’anno scolastico. Ma su questo fronte è polemica tra governo e Aula. L’assessore alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, aveva proposto un emendamento per chiedere ai commissari di dare priorità nella spesa dei fondi alle scuole, che sono prossime alla riapertura. Crocetta e la Valenti hanno chiarito che comunque garantite le scuole, il governo avrebbe tutelato anche i dipendenti delle ex Province. Ma la protesta trasversale dei deputati, che hanno chiesto in sostanza di non fare disparità, ha costretto il governo a ritirare l’emendamento.
Adesso tocca alla legge sul conflitto d’interessi. Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, in apertura dei lavori ha chiesto interventi brevi in Aula ma sulla legge che introduce il divieto per i deputati di fare affari con la Regione c’è il rischio di un nuovo scontro. Per essere approvata servono 46 voti. Per la maggioranza che sostiene Crocetta è l’ultima sfida prima delle ferie. L’Aula riaprirà i battenti il 18 settembre, le commissioni torneranno al lavoro il 5 settembre. 

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