Incidenti, sulle strade siciliane sei morti in due giorni

PALERMO. Strade siciliane teatro di sangue. Sale a sei il bilancio delle vittime, quasi tutti giovani, che nelle ultime 48 ore hanno perso la vita a causa di incidenti stradali.  A diventare triste scenario di morte sono per lo più le strade statali e gli scorrimenti veloci. E non c’è provincia siciliana che faccia eccezione. L’ultimo è accaduto proprio all’alba di oggi, nel Nisseno, sulla strada provinciale che collega Mussomeli ad Acquaviva. La vittima si chiamava  Roberto Arganello e aveva 28 anni. Oltre a lui, nell’impatto sono rimaste ferite altre tre persone, tra cui l’amico ventitreenne che guidava l’auto in cui viaggiava anche il povero Arganello. I carabinieri stanno tentando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, ma da una prima ricostruzione pare che il conducente abbia perso il controllo dell’auto che poi si è ribaltata.  Un altro incidente mortale è avvenuto ieri mattina, stavolta ad Alcamo, sulla provinciale 55 in contrada Canalotto , dove a perdere la vita è stata una donna, Teresa Cataldo, di 62 anni.  Sempre nel trapanese, si contano la terza e la quarta vittima, sulla provinciale che porta a Marsala. Elio Barbiera, 30 anni, e Davide Sanna ,di 24,  morti sul colpo due giorni fa, viaggiavano su una moto di grossa cilindrata che, per cause ancora da accertare, si è schiantata contro un’auto. La dinamica è ancora al vaglio della polizia municipale di Trapani. E altri due ragazzi, due giorni fa, sono rimasti vittime anche nell’Agrigentino. Sono Carmelo D'Angelo, 25 anni di Campobello di Licata, e Salvatore Di Bella, 52 anni di Canicattì. L’incidente, anche stavolta,  è avvenuto su una strada statale,  la 626 direzione Licata, in territorio di Ravanusa. Altre quattro persone sono rimaste  coinvolte nel tragico scontro fra le due auto, ma riportando fortunatamente solo qualche ferita. Ancora tutte da chiarire le cause e le dinamiche per ciascun caso. Se per eccesso di velocità o  se per motivi accidentali, di certo c’è che sei morti in due giorni è un bilancio che non fa ben sperare  nella sicurezza delle strade siciliane.

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