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Comuni del Nisseno in bolletta, stipendi a rischio

CALTANISSETTA. Comuni al collasso con il rischio di non potere pagare gli stipendi ai dipendenti a partire già dal mese di settembre. E' il quadro a tinte fosche emerso ieri mattina nel corso dell’incontro a cui hanno partecipato i sindaci dei comuni del comprensorio Nord della provincia, indetto dal primo cittadino del capoluogo, Michele Campisi. All'origine del malessere economico che grava su quasi tutte le amministrazioni locali c’è il grave il problema dei preannunciati tagli nei trasferimenti regionali in direzione dei lavoratori socialmente utili e nel settore della solidarietà sociale e i mancati trasferimenti da parte del governo nazionale e di Palazzo d’Orleans. «I preannunciati tagli - dice Campisi - e i mancati trasferimenti, comporterebbero un aggravio di spesa per le casse dei comuni: si rischierebbe il dissesto finanziario di questo e di altri enti. Oggi - spiega il primo cittadino - con l'emergenza rifiuti alle porte a cui dobbiamo necessariamente fare fronte, non possiamo gravare ulteriormente il bilancio del comune con maggiori costi finanziari». La situazione prodotta dall'articolo 15 della legge di Stabilità regionale per il 2013 è gravissima e il drastico taglio dei trasferimenti di circa il 60 per cento sta portando al collasso i piccoli Comuni e l'impossibilità di prospettare un futuro migliore. Ieri si è anche registrato lo sfogo del sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri, che ha partecipato insieme ad altri amministratori alla conferenza stampa di Palazzo del Carmine. «Questa riduzione - afferma il sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri - è per noi incostituzionale perché palesemente in contrasto con le funzioni amministrative trasferite dallo Stato alle Regioni e da queste ai Comuni. Di questo passo i Comuni non potranno più assolvere ai loro impegni istituzionali. I Comuni erogano sostanzialmente servizi pubblici. Mi chiedo come potranno continuare a farlo in queste condizioni. Stiamo parlando degli obblighi relativi soprattutto ai servizi sociali. Dei ricoveri degli anziani, dei minori, dei disabili, di quelli giudiziari. E poi della refezione scolastica, dei buoni libro, degli interventi nel campo dell'agricoltura e della viabilità rurale. Senza parlare degli stipendi agli impiegati e degli altri moltissimi impegni che per legge fanno necessariamente capo ai sindaci dei comuni». Enti Locali insomma sull’orlo del fallimento. Tanto che alcuni rischiano il taglio di luce e telefoni. E quando si parla di luce non si allude solo al contatore del ”Palazzo”, che di per se sarebbe già catastrofico. Ma di pali dell’illuminazione spenti, scuole senza corrente elettrica e uffici al collasso. Nella riunione di ieri il sindaco ha voluto anche coinvolgere il prefetto Carmine Valenti e lanciato un Sos ai deputati eletti nel nisseno.

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