Regione, una legge per assegnare contributi agli enti di volontariato della Tabella H

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta: "La vicenda del ddl sull'incompatibilità è singolare ed è irrituale la ripresentazione del disegno di legge al governo"

PALERMO. Si ferma all’Ars la legge antiparentopoli nel giorno in cui decolla quella che permetterà di erogare almeno una parte dei contributi a pioggia prima assegnati con la Tabella H. Un piano di lavoro che, unito all’ormai probabile rinvio a settembre della norma che assegna un miliardo alle imprese per saldare i debiti delle pubbliche amministrazioni, fotografa le difficoltà del governo nel portare avanti il proprio programma in un Parlamento ormai preda di scontri fra i partiti.
A inizio pomeriggio una riunione dei capigruppo ha deciso di aggiungere al calendario dei lavori anche la norma sui contributi. Il governo - ha spiegato il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone - si è impegnato a depositare entro martedì un testo per sostenere gli enti chi si occupano di lotta alla povertà, aiuto ai disabili e assistenza sociale. Il testo è allo studio dell’assessorato alla Famiglia, guidato da Ester Bonafede, e può contare su un budget di 9 milioni.
«La vicenda del ddl sull'incompatibilità è singolare ed è irrituale la ripresentazione del disegno di legge al governo». Lo ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo che ieri  la commissione Affari istituzionali aveva rispedito al governo il disegno di legge sulle incompatibilità, il cosiddetto ddl «Antiparentopoli». Secondo la commissione c'erano rischi di impugnativa del Commissario dello Stato. Si tratta di un provvedimento che, qualora venisse approvato dall'Ars, sancirebbe le incompatibilità tra le cariche di amministratore e rappresentante di istituzioni regionali con la gestione di società che ricevono denaro pubblico.
«Io non sono un giustizialista che si vuole inventare il diritto - ha proseguito - Il testo pervenuto in aula  è stato modificato in commissione, si è arricchito con il confronto con
i gruppi parlamentari che erano d'accordo. Non capisco perchè ci sia questa resistenza sul ddl che modificherebbe il sistema della formazione. Evidentemente si vuole che il sistema vada avanti così». Crocetta annuncia che andrà avanti. «Se questo testo non andrà in porto - ha detto - ne faremo un altro. Questo è uno dei nodi centrali della Sicilia che si vuole ribellare alla corruzione».

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