Sicilia, Politica

Epifani: rispettare le sentenze Ma il Pd ora è in fibrillazione

ROMA. "La sentenza non solo va rispettata, ma anche eseguita e resa applicabile. E a questo si uniformeranno i gruppi parlamentari" del Pd. E' la linea del Partito Democratico, dopo che la Cassazione ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. Linea ferma con un avviso al Pdl: sia "rispettoso della Cassazione e non usi forzature istituzionali".
Tocca a Guglielmo Epifani illustrarla davanti alla telecamere, spiegando che i democrats seguiranno "con attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l'opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di Governo". Il volto del segretario è teso, sul tavolo è appoggiato il testo che legge con attenzione. Non vuole fare errori: in ballo ci sono la tenuta del governo e gli equilibri di un partito alle prese con una complessa fase pre-congressuale. Le pressioni sul Pd sono fortissime. I commenti che arrivano da Sel e Idv mirano a destabilizzare la tenuta dell'esecutivo e quella dello stesso Partito Democratico.
Nichi Vendola va subito al dunque: "Non e' possibile immaginare che il Partito Democratico permanga nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi", afferma il leader di Sinistra e Libertà. Sulla stessa linea l'Italia dei Valori. "Il Pd deve far cadere il governo perche' non puo' allearsi con un partito guidato da un condannato per evasione", chiosa il segretario Ignazio Messina. Le parole di Epifani, invece, sembrano nascondere, almeno per il momento, le tensioni interne. L'ala renziana non forza la mano, consapevole che il terremoto causato dalla sentenza potrebbe accelerare la fine dell'esecutivo e ridurre così l'iter congressuale. Riguardo possibili ricadute sul Governo, la linea è così spiegata da chi è vicino al sindaco di Firenze: Letta deve andare avanti, se fa ciò che è necessario fare per il Paese. Pippo Civati, invece, evoca scenari foschi per l'esecutivo.
"Mi aspetto che il Pd valuti una exit strategy con legge elettorale, legge di stabilita' e ritorno agli elettori". "Spero - aggiunge - che gli attuali dirigenti del Pd non facciano pasticci con le parole e non diano ulteriori motivi di sconcerto ai propri elettori". Le parole di Epifani scatenano, invece, l'ira del Pdl. Luca D'Alessandro definisce il segretario Pd, "un provocatore giustizialista". I capigruppo Schifani e Brunetta lo invitano a "portare rispetto per la storia politica del Pdl, dei milioni di italiani che ci hanno votato". In realtà, ciò che il Pd teme e non tollererebbe sono le reazioni scomposte del Pdl come "sit-in o Aule occupate".
E' un punto sul quale convergono tutte le aree del partito. E in questo senso vanno rilette le parole di Epifani. "Il Pd ha atteso la sentenza della Corte di Cassazione con un atteggiamento di grande serieta', privo di qualsiasi forma di speculazione politica. Un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l'opportunita' di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di Governo''.

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