Dalla Hepburn a Sex and the city: quando lo stile è nella pellicola

Classificare gli abiti più belli della storia del cinema è un gioco che periodicamente, tanto le rubriche di moda quanto le comitive d’amiche, fanno per giudicare qualcosa che accomuna le esperienze di tante, per averli ammirati sul grande schermo e perché sono legati ai ricordi e alle emozioni provate per la pellicola. Un pò come spettegolare sugli abiti indossati ad una festa o ad un matrimonio a cui si è preso parte insieme. Nella memoria collettiva quelli che sono rimasti più impressi oltre a quelli di Julia Roberts in «Pretty Woman», e a quello che resterà mitico per la posa di Marylin Monroe che cerca di impedire alla gonna di sollevarsi, di «Quando la moglie è in vacanza», almeno un altro è legato all’icona di stile senza tempo, Audrey Hepburn. Oltre al tubino nero di «Colazione da Tiffany» infatti, memorabile è l’abito in pizzo bianco con decori floreali neri ricamati, gonna ampia e bustier scollato, della scena della festa da ballo, in «Sabrina» per il quale la costumista Edith Head, prese anche un Oscar. Decine sono gli altri modelli quasi sempre del passato. Nell’ultimo decennio però ad irrompere in classifica sono le ragazze di Sex and the City, serie tv che ha letteralmente contribuito al lancio di tanti designer americani e al consolidamento e la diffusione di alcuni must have, come le scarpe Jimmy Choo e le borse anelate dal gruppo.


MI. AV.

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