Stranieri stregati dal vino In Sicilia turisti in aumento

I percorsi enogastronomici dell’Isola sembrano non conoscere la crisi, soprattutto per quanto riguarda le presenze di visitatori in arrivo dall’estero

«Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra» diceva Enrico VI. E di piccoli paradisi del gusto la Sicilia è piena. È questa la ragione per cui i turisti scelgono la Trinacria in vacanza.
«Il turismo enogastronomico - afferma Ettore Pottino, vice presidente regionale dell’associazione Agriturist e presidente di Confagricoltura Palermo - sta ottenendo sempre più consensi tra i vacanzieri, soprattutto per quanto riguarda il turismo estero, con un forte incremento dei flussi turistici negli ultimi due anni. Complici – continua Pottino - anche canali di comunicazione come Ryanair, booking ed expedia e un taglio generale dei prezzi del 20-30% nel circuito rurale e agrituristico».
Passeggiare lungo i vigneti e scoprirne la storia, degustando vini e prodotti tipici locali è una delle motivazioni più in voga tra i turisti in vacanza in Sicilia che vanta, oltre Marsala eletta città europea del vino 2013, sette percorsi straordinari dove poter gustare uno dei prodotti più apprezzati al mondo: il vino, appunto.
Iniziando dalla provincia palermitana, si segue la strada del Monreale Doc, a Ovest si allunga la strada del vino Alcamo Doc, che fa della provincia trapanese la più vitata e visitata della regione, piazzandosi, inoltre, tra le prime 20 province italiane con il maggior numero di prodotti tipici Dop e Igp, secondo il rapporto annuale realizzato da Censis Servizi per l’Associazione Nazionale Città del Vino. A seguire la Strada del Vino Terre Sicane, nella provincia agrigentina. Le doc sono quelle di Santa Margherita di Belìce, Sambuca di Sicilia, Menfi e Contessa Entellina. Addentrandoci nel cuore dell'Isola, si percorre la Strada del Vino dei Castelli Nisseni, con il celebre vitigno del Nero d'Avola. Sul vertice sud-orientale si incontrano la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria con il Moscato di Siracusa e soprattutto l'Etna la cui strada del vino conduce lungo le pendici del vulcano e che nel 2012, secondo un’analisi fatta dal Dps (dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica) in collaborazione con il dipartimento per il turismo, lo sport e lo spettacolo della Regione Siciliana, ha fatto registrare alla provincia di Catania un 4% in più di viaggiatori stranieri per interessi enogastronomici. D’altra parte il vino del vulcano, soprattutto negli ultimi anni, è sotto la lente di ingrandimento dell’enologia che conta. Le caratteristiche del territorio, infatti, ne fanno una zona assolutamento unica per la produzione del vino.
Infine, la strada del vino della provincia di Messina con le Doc Faro o la nuova del Mamertino. «La Sicilia è una terra che per la sua morfologia e posizione geografica ospita il maggior numero di aziende biologiche a livello nazionale» sostiene Alessandro Chiarelli, presidente della Coldiretti siciliana e degli agriturismi di Terranostra promossi proprio da Coldiretti.
«All’interno del circuito di Campagna Amica, gli agriturismi siciliani - afferma Chiarelli - sono oltre 500, all’interno dei quali ci sono una trentina di aziende che oltre a fare ristorazione hanno la possibilità di vendere i frutti delle proprie terre: vino, formaggi, olio, miele e quant’altro che fanno della vacanza in agriturismo un’alternativa interessante, oltre che salutare. Molti non si lasciano sfuggire la possibilità di visitare frantoi, cantine, mercati degli agricoltori e laboratori specializzati nella produzione di formaggi, il più delle volte tornando a casa con prodotti agroalimentari come souvenir».
Insomma, nessun turista in Sicilia sembra disposto a fare economia sul buon cibo. Piuttosto si rinuncia a una stella d’albergo o a qualche giorno in più di vacanza.
«Il nostro territorio – dichiara Gianluigi Mangia, presidente dell’unione pubblici esercizi di Confcommercio Palermo – potrebbe vivere anche solo del nostro immenso patrimonio culinario, ma é essenziale che le istituzioni, le associazioni dei produttori e le organizzazioni come Coldiretti collaborino per far si che la Sicilia cresca nel segno del turismo enogastronomico».

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