Dipendenti di Sicilia e-Servizi a rischio: la lettera

Con la presente si intende manifestare la preoccupazione circa il futuro lavorativo dei 76 dipendenti di Sicilia e-Servizi Venture (SISEV), socio di minoranza (49%) di Sicilia e-Servizi (SISE o SieSe).
Preso atto infatti, con la delibera di giunta n.110 del 15/03/2013, del “divieto di assunzione nelle società partecipate e di conseguenza qualsiasi ipotesi di ripopolamento”, si evince dalle ultime dichiarazioni, peraltro discordanti tra loro, dell’Assessore Bianchi e del Presidente della Regione On. Rosario Crocetta, un quadro veramente allarmante, che mette ancor più in evidenza la totale mancanza di conoscenza dell’esistenza e dell’operato dei lavoratori SISEV e della loro condizione contrattuale.
Per ultimo l’imminente commissariamento di SISE da parte del Dott. Ingroia.
Veniamo descritti nel migliore dei casi come dei “raccomandati” figli di politici.
Nessuno ricorda invece, quale sia la realtà dei fatti e cioè quali siano le nostre professionalità e la nostra dedizione al lavoro che ha permesso nel corso degli ultimi 7 anni alla Regione Siciliana di compiere passi da gigante nel processo di informatizzazione al quale nessuna pubblica amministrazione, che miri ad aumentare l’efficienza amministrativa e diminuire gli sprechi, può sottrarsi.
Siamo 76 lavoratori che a fronte di uno stipendio medio di 1.200 euro al mese, dedicano 9 ore al giorno della propria vita, ed in molti casi anche la notte in servizi di reperibilità, ad un progetto in cui abbiamo creduto e che oggi sembra volto ad una ingloriosa fine.
Si è vero, abbiamo creduto tanto in questo progetto, abbastanza da licenziarci da precedenti impieghi, a volte meglio remunerati anche se lontano dalla nostra terra, per investire sul futuro della nostra terra e delle nostre famiglie. Tra i 76 lavoratori sono presenti tanti ingegneri con elevata esperienza lavorativa così come tanti esperti informatici che sono stati “selezionati” dai due soci privati, Atos Origin (ora Engineering)  ed Accenture, per fornire quel famoso “Know How” necessario a SISE e quindi alla Regione Siciliana per poter gestire la Piattaforma Telematica Integrata.
Compito dei due soci privati era quello di selezionarci e “formarci”, compito di SISE era quello di verificare la formazione fatta ed il nostro livello di competenze ed assumerci. Ciò è quanto previsto dai documenti di gara.
Il passaggio dei lavoratori selezionati e formati da SISEV a SIESE, detto “popolamento”, è iniziato nel 2008 (infatti 2 dei 12 dipendenti attuali di SISE sono ex dipendenti SISEV), ed improvvisamente si è arenato per motivi a noi non noti, e seppur fosse previsto il passaggio appunto dei rimanenti dipendenti SISEV in SISE nei Piani Esecutivi Annuali (del 2008 2009 e 2010) redatti da SISE e SISEV ed approvati dalla Regione Siciliana.
Di tale processo era a conoscenza anche l’ARS in seguito alle delibere di giunta n.165 del 2007 e n.98 del 2011 che ) dove si specifica chiaramente, coerentemente alla clausola del Capitolato speciale d’appalto il § 5.3., che “…la struttura organizzativa di SieSe è preordinata al presidio di due ambiti industriali rilevanti ma con dinamiche evolutive differenti. Il primo presidio stabile dalla gestione e conduzione (principalmente operation) che richiede un consolidamento di risorse stabilmente impiegate, l’altro ovvero la struttura di design & build (divisione sviluppo e divisione progetti) invece fortemente orientata al man power temporaneo in ragione dei progetti da realizzare”.
Ed è proprio della “gestione e conduzione (principalmente operation)” che si occupa il “solo” personale SISEV ed è quello che facciamo oramai da 7 anni. Non capiamo quindi come mai si parli continuamente nei giornali di 180 aspiranti dipendenti di SISE.
Non è previsto in alcun modo nei documenti di gara il passaggio in SISE di personale che non sia SISEV!! È proprio garantendo il solo passaggio del personale SISEV che si eviterebbero le “assunzioni in bianco“ paventate dall’Ass. Bianchi.
A tal proposito si faccia riferimento al Piano Industriale presentato in questi mesi da SISE  in cui vengono reputati idonei a partecipare al processo di popolamento “tutti i dipendenti e i consulenti del gruppo Engineering e Accenture spa che abbiano intrattenuto rapporti di collaborazione, anche di fatto, con SISEV per almeno tre anni anche non continuativamente”. Questa è un evidente stortura e cattiva interpretazione di quanto previsto dai documenti di gara che andrebbe a garantire processi clientelari.
Assumendo il solo personale SISEV si otterrebbero innumerevoli benefici per SISE e di conseguenza per la Regione Siciliana, in quanto:
•    si risparmierebbe sul canone di gestione e conduzione che passerebbe dagli attuali 15 milioni annui a soli 4 circa (le nostre figure professionali sono infatti oggi rivendute a SISE a prezzi esorbitanti);
•    Si rispetterebbe quanto previsto dal bando di gara evitando di incorrere in ipotesi di danno erariale per la formazione di personale (SISEV) poi non migrato in SISE;
•    si permetterebbe a SISE “di affrontare tutte le problematiche imprenditoriali in piena autonomia gestionale ed attraverso le risorse da essa possedute in quel momento” (par. 5.4.4. del Piano Strategico del capitolato di gara);
•    Si garantirebbe la continuità dei servizi informatici erogati.

Stiamo provando da mesi a contattare il Presidente della Regione Siciliana On. Rosario Crocetta per poter manifestare le nostre posizioni, non ottenendo alcun riscontro, se non delle infamanti accuse a mezzo stampa.
Siamo fiduciosi del fatto che tali dichiarazioni siano nate dalla non conoscenza della nostra realtà e del nostro operato.
Siamo certi che il nostro Presidente On. Crocetta se ci ascolterà si innamorerà del nostro lavoro, delle nostre professionalità, e di ciò che siamo riusciti a creare, e che sposerà la nostra causa, che a nostra volta abbiamo sposato sette anni or sono per costruire il futuro informatico della nostra regione.
Crediamo infatti che il vero potere politico è il servizio agli altri, è lo sviluppo della società per evitare che la disoccupazione generi emarginazione, disperazione, povertà.
Pertanto Si chiede con urgenza il coinvolgimento dei massimi vertici della Regione Siciliana, ai quali indirizziamo la seguente, in un tavolo di confronto con le rappresentanze dei lavoratori (sindacali e non) per affrontare le problematiche sopra descritte.

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